giovedì 10 settembre 2009

Foto da Oslo



Cara roomie, mentre prosegue il tuo meditabondo silenzio ti mostro una foto di Oslo. Si trova all'esterno del museo Kon-tiki, dedicato al navigatore solitario Thor Heyerdahl.
La frase merita, uhm?

Il lavoro in questi giorni è una centrifuga, mi prende e mi strattona da ogni lato e quando esco non connetto prima di due o tre ore. E tu bella?
Baci
:-)
Altre foto di Oslo: dal battello e al parco scultoreo Vigeland. Obiettivamente inquietante l'uomo scacciante infanti...




giovedì 3 settembre 2009

Perché scegliamo chi ci farà del male?

Si sposa una mia amica d'infanzia che non vedo da tanti anni.
E mia madre mi aggiorna su tutto.
Lei da anni è la "stella" della danza del ventre in Sardegna, si è fatta ricca e ha viaggiato grazie a questa professione che ha trovato per caso e che le ha cambiato la vita.
Ha una scuola e fa spettacoli.
Ora si sposa, ma il marito le ha imposto una condizione: rinunciare agli spettacoli, e alla scuola.

Lo so che non si possono giudicare le scelte degli altri sulla base degli aneddoti che le mamme si passano di bocca in bocca, ma vera o finta che questa storia sia mi porta a chiedermi:
perché chi dice di amarci spesso finisce per snaturarci?
perché rinunciare a tutto quanto ha dato sale alla propria esistenza?
e forse anche, dall'altro lato: perché scegliere una persona le cui scelte fondamentali non siamo in grado di rispettare?!

venerdì 28 agosto 2009

piccoli aggiornamenti

Mia cara roomie, come va dalle tue parti?
Al ritorno dalla Finlandia sono stata presa da un gran torpore e ho passato quasi due settimane a pensare, leggere, dormire, stare insieme a Marco con grande semplicità. E mi sono riposata e ricaricata. Poi sono andata una settimana in Sardegna da mia madre, mia sorella e nipoti a godermi il mare splendido e la loro compagnia. A questo riguardo ti allego una foto, anche che non rende giustizia agli spettacolari tramonti di Villasimius...


Appena tornata ho avuto giusto il tempo di disfare lo zaino per farne uno nuovo e andare con Marco e alcuni nostri amici a Pantelleria per tre giorni. In tanti anni non c'ero mai andata e sono rimasta, come prevedibile, folgorata. Penso di poter dire che è il mare più bello e pulito che abbia mai visto. Grotte marine, sorgenti d'acqua termale, acqua azzurra, sensazione persistente di nuotare dentro un enorme acquario. E tutte quelle stelle sulle nostre teste, e quel vento...


Ora la pacchia è quasi finita, martedì torno al lavoro. Mi sento bene però, molto riposata e pronta per un nuovo anno. Ti abbraccio forte
:-)

sabato 25 luglio 2009

Savonlinna














































Laghi, pioggia, sole, 
gabbianelle, silenzi e luce luce luce...
tutto qui il nostro soggiorno all'ombra dello splendido castello medioevale in cui si tengono gli spettacoli.
Ti abbraccio forte
:-)


mercoledì 15 luglio 2009

E' un maschietto!

Allora allora...oggi abbiamo saputo il sesso del nascituro: un maschietto!! E' stato bellissimo perchè durante l'ecografia , prima che la dottoressa lo svelasse...me ne sono accorta da sola!! Devo dire che siamo contenti, prima ci era indifferente, adesso però sono emozionata all'idea di provare questa diversa esperienza. E poi sono contenta anche perchè l'equilibrio in famiglia è più bilanciato ora...Riccardo non è più in una posizione di schiacciante minoranza! ;-)

venerdì 3 luglio 2009

Sono isterica

In due giorni sono successe due cose che mi istericizzano e non poco negli ultimi tempi:
- un tour operator cafone che crede di essere il padrone dell'universo e io la sua schiava
- i monitor del "mio" videowall che non funzionano con l'assistenza tecnica Samsung che non mi dà nessun conto
Sbraito e inveisco e mi incazzo come una iena.
Però sotto sotto mi accorgo che mi piace: mi sento più viva quando mi imbestialisco.
Hi hi. Piccolo segreto che non dico mai a nessuno
;-)
Baci

lunedì 29 giugno 2009

Finlandia!


È sicuro: andrò in Finlandia con il Teatro per la tournée, a fine luglio, sono contentissima e non vedo l'ora di visitare questo paese così diverso.
Marco mi raggiungerà a fine tournée e manifesta criminosi intenti, fra cui quello di avventurarci in un giro in canoa di più giorni... Mi dovrò allenare sin d'ora se non voglio soccombere, e mi viene in mente il nostro viaggio in Toscana, quel sapore di natura, e avventura...
Come stai, roomie?
Ti penso molto.
E ti abbraccio forte
:-)
(Nella foto, il castello di Olavinlinna, sede del Festival d'opera di Savonlinna)

martedì 23 giugno 2009

Paolo Barnard

Giornalista freelance di cui qualche volta avevo letto qualche cosa. Forse tu, roomie, lo conosci meglio. Oggi Marco mi ha invitato a leggere un suo articolo recente, ma si sa com'è internet, com'è google... ho trovato e letto altre cose. Cose che molto mi stanno facendo pensare.
Se hai tempo ti consiglio di dare un'occhiata qui: http://www.peacelink.it/mediawatch/a/24477.html

Se il tempo latita, ti giro un testo più breve. Insieme a un forte abbraccio
:-)

*******************

Vi dibattete con fatica immane, vi disperate, vi consumate la vita, per acchiappare ombre.
Avete degli 'eroi' che per far soldi ed essere 'divi' vi incoraggiano a continuare. Dovreste odiarli, ma li amate.

Berlusconi? E dov'è il problema?

La Camorra? E dov'è il problema?

Le guerre imperiali? E dov'è il problema?

La fame nel mondo? E dov'è il problema?

Sono tutte espressioni dei Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi. E dov'è il problema?

I Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi sono la cosa più comune della Storia dell'umanità, nulla di nuovo, ci sono sempre stati: gli imperi coloniali, la schiavitù, la barbarie, l'Inquisizione, le tirannie, lo sfruttamento delle masse, dei bambini, i fascismi, certi comunismi, tutti fenomeni confronto a cui Berlusconi e la Camorra sono minuzie. Vogliamo forse paragonare i Conquistadores spagnoli alla Lega? I Gulag alla Campania?

Ma i popoli si sono organizzati, e li hanno sempre uno a uno spazzati via. Lo hanno fatto quando non c'era la Tv, non c'era Internet, non c'erano le democrazie. Lo hanno fatto quando rischiavano la tortura, lo sterminio, la sparizione nelle fosse comuni, e quando non esisteva una giustizia di alcun tipo a tutelarli. Ma lo hanno sempre saputo fare.
Il dramma del nostro tempo è che non siamo più capaci di farlo. Tutto qui. Pensateci.

Il dramma non è l'esistenza di Berlusconi o di Putin, del Fondo Monetario o di Wall Street. Il dramma non è che ci manca l'informazione, non è infatti che non sappiamo quanto brutali, corrotti, avidi essi siano.

Il dramma è che non sappiamo più spazzarli via. E siamo i primi nella Storia a essere così pavidi.

Potreste pensionare ogni vostro 'paladino' dall'Antisistema per 200 anni, senza perderci assolutamente nulla. Perché il dramma siete voi, noi, tutti noi e la nostra pavidità.

Paolo Barnard

lunedì 22 giugno 2009

Ci ha pensato Battiato...

... a dire splendidamente quello che penso e sento davanti alle "notizie" (ma da quando chiamiamo notizia l'intrallazzo del potente di turno?!) di questi giorni.
Non ho mai ascoltato Povera patria senza commuovermi, e certo non sarà oggi la prima volta.
Roomie silenziosa, un pensiero e un abbraccio
:-)


E dato che sono in vena di video, apparentemente più leggero ma forse più pesante nella sostanza, un meraviglioso Mastroianni...


lunedì 15 giugno 2009

Duino, ancora...


Quanti posti sono davvero casa? Quante volte capita che il solo guardarti intorno e respirare quell'aria lì abbiano il potere di renderti intensamente felice, di una felicità che non viene mediata da alcun pensiero razionale eppure c'è, forte e sicura?
Jenny mi ha chiesto più volte perché non fossi venuta anche tu, io le ho detto dei tuoi impegni di mamma che ben conosciamo però roomie...ci sei mancata tanto!
Eravamo circa 60, noi ex-studenti di varie generazioni, dalle primissime alle ultime, accorsi a festeggiare, salutare e vezzeggiare Manuel e Ximena che dopo 26 anni lasciano Duino.
La commozione era generale e palpabile, mischiata al piacere di ritrovarsi, di conoscersi, di confrontarsi. E mi sono trovata intorno tante persone che spero di poter rivedere.
Lorenzo Vantaggiato si ricorda benissimo di te e ti saluta. È sempre un grande.

Oggi seduta alla mia scrivania mi sento un pesce fuor d'acqua e ho gli occhi lucidi, ma mi sento anche molto più forte.
Ti abbraccio


mercoledì 10 giugno 2009

Le mie personali considerazioni sulle elezioni europee

A qualche giorno dalla conclusione delle elezioni per il Parlamneto Europeo, mi sento di esprimere alcuni brevi, anzi, telegrafici commenti.
Sono contenta per l'arresto del partito guidato dal nostro premier, che dopotutto può vantare una percentuale di consensi piuttosto limitata. Un 35% sul totale dei votanti (meno del 70% della popolazione italiana) equivale grossomodo ad un 20% di persone di fans sfegatati. Cosa vuoi, mi verrebbe da dire, una percentuale tutto sommato accettabile, fisiologica...dopotutto anche all'interno del genere umano c'è una percentuale fisiologica di ottusità, e forse anche più alta...
La Lega e L'IDV sono andati bene: a mio parre raccolgono voti di protesta, di insoddisfazione per il sistema Italia (soprattutto l'IDV). Personalmente vorrei che la Lega rappresentasse in primo luogo le istanze federaliste, un riformismo autentico dell'amministrazione statale, un movimento favorevole ad una più equa ridistribuzione delle risorse all'interno del paese. Tuttavia mi pare di capire che invece sia interprete principlamente di sentimenti razzisti e xenofobi e questo me la fa allontanare, senza poi dimenticare il fatto che è alleata di Berlusconi e quindi in un certo qual modo ne avvalla l'operato. A ciò va naturalmente tutto il mio disgusto.
Mi chiedo solo, en passant, se tutte le persone che al Nord, ma non solo, hanno votato Lega, mostrando quindi di approvare il decreto sicurezza del governo che introduce il reato di clandestinità, abbiano seriamente riflettuto sulle conseguenze di tale decreto. Come si concilia il fatto che quasi tutte le famiglie debbano ricorrere ad una badante per i propri vecchi invalidi, tantissime clandestine, e poi le stesse famiglie siano favorevoli ad un provvedimento che di fatto le rende complici di un reato? E' schizofrenia o cosa?
E veniamo al PD. Non è crollato, ma fa ancora fatica a decollare. Ho letto che la Lega e il PDL al contrario del PD sanno trovare le parole giuste, parole chiare per affrontare la crisi e i problemi. Non stento a crederlo, anche a me sembrano più slogan che altro e bisogna ricordare che in questa nostra epoca ci troviamo davanti problemi complessi, la cui soluzione non è riducibile a slogan elettorali. E' vero che i tempi della TV non permettono quasi mai un'analisi approfondita dei problemi e che il pubblico non ha tempo per le risposte articolate, tuttavia c'è bisogno di un lavoro di fino, non si può continuare a procedere con l'accetta...
Ho realizzato ancora una volta come il PD sia ancorato ancora, purtroppo, a vecchie logiche di partito e sia lento nel cambiamento, che pur dice di volere. Debora Serracchiani che nel Nord Est ha preso più voti di Berlusconi l'hanno candidata quasi per caso...ma dove la tenevano fino adesso, una così? Nel frigorifero? Invece non capiscono che puntare su persone nuove, con uno stile nuovo, paga, paga...Le gente è innamorata di lei, perchè è diversa dai politici, casta di cui si è tutti stufi marci.
Da ultimo, il dato forse più eclatante: l'astensionismo. Quel 40% di persone che non si è recato alle urne cosa pensa? Di che cosa ha bisogno per sentirsi motivata a partecipare, per sentire che la democrazia ha ancora un senso? Forse di interpreti nuovi del nostro tempo, di qualcuno che sappia unire l'analisi del presente ad una progettazione illuminata per il nostro futuro. Forse.

venerdì 5 giugno 2009

Ritorno dalla Tunisia
























Che viaggio, roomie.
Attendo l'ispirazione per raccontarti tutto.
Intanto qualche foto
:-)























mercoledì 27 maggio 2009

Leggere in pubblico: che avventura!

Mi incuriosisce la versione finlandese del Pesciolino d'oro rappresentata con i burattini...Sofia l'ho portata solo una volta a teatro e devo dire che con mio grande stupore è riuscita a seguire la storia ed è stata attenta fino alla fine. Carlamaria è ancora troppo piccola, dopo pochi minuti già scalpitava che voleva uscire...Dal prossimo settembre andrà anche lei alla scuola materna, quindi è molto probabile che la sua capacità di concentrazione aumenti notevolmente nei mesi a venire... Negli ultimi tempi con un gruppo "neo nato" di lettrici della biblioteca di Santa Lucia avevamo ideato un progetto di lettura ad alta voce per adolescenti. Finalità: avvicinarli alla lettura e al mondo della biblioteca. Io non riuscivo ad essere presente agli incontri perchè ho cominciato a stare male per la gravidanza ma devo aver capito che il progetto, pur avendo tante belle intenzioni, sia alla fine naufragato per incompatibilità di vedute tra le partecipanti (alcune, insegnanti di lunga data, altre con forse meno esperienza con i ragazzi ma più..libere e meno inquadrate. n.d.r. le insegnanti hanno tutte 'sto piglio del "so tutto io" che in effetti dà un po' sui nervi...). Invece ciò che è andato bene e che è stata per me una grande sorpresa è stata la presentazione di un libro di memorie scritto da una signora quasi sessantenne figlia di un noto pittore della zona ed originaria del nostro paese, Anna Modolo. Marilena, un'ex insegnante di filosofia stra in gamba che ho conosciuto tramite il PD, aveva ricevuto l'invito di presentare questo libro in occasione di alcune serate pre inaugurazione della nuova biblioteca. Il giorno prima (!) mi chiama e mi dice che ha pensato a me come "spalla" di lettura. In altre parole avrei dovuto leggere dei brani tratti da questo libro ed inserirmi man mano che lei lo presentava, facendo tra l'altro un sacco di riferimenti storico filosofici letterali che mi sono piaciuti subito molto (ti dico solo che è un'appassionata di Saramago e lo citava come il prezzemolo). Le ho risposto, "Dammi il tempo di organizzare le piccole per domani sera e mandami il testo". La mattina dopo ci siamo trovate a csa sua per le prove generali e la sera abbiamo debuttato (lei aveva già rotto il ghiaccio con un'altra presentazione alcuni mesi fa, io invece ero proprio alla mia prima lettura in pubblico). La cosa è riuscita bene, tra l'altro lei che ha una splendida voce e suona la chitarra ha trasformato una poesia di questa signora in una ballata che ha eseguito nel bel mezzo della presentazione, commuovendo perfino la scrittrice.
All'inizio ero un po' tesa, poi col passare dei minuti mi sono sciolta e sono entrata "nella parte". Alla fine abbiamo ricevuto molti complimenti e siamo passate per essere una coppia affiatata (a volte, è vero, è sufficiente che ci sia un'intesa forte tra le persone e le cose vengono da sè).
E' stata davvero un'esperienza emozionante, che tra l'altro ci ha caricate e ci ha fatto venire voglia di fare altre cose...magari, chissà, anche qualche cosa per i bambini. Da qui la mia richiesta sulla favola del pesciolino... ;-)

sabato 23 maggio 2009

Ieri a teatro


Un'altra giornata che ripaga di tutto.
:-)
Per una serie di circostanze fortuite che non mi spiego neanche tanto bene, siamo riusciti a far approdare a Teatro una compagnia di San Pietroburgo che fa spettacoli di marionette per adulti e bambini (nel loro repertorio, ad esempio, una versione di Delitto e castigo e una della Tempesta di Shakespeare) e abbiamo passato la giornata con loro a montare il teatrino e preparare tutto per l'arrivo del pubblico. Pubblico di bimbi dai 4 anni in su accompagnati dai loro genitori. E ovviamente ti ho pensato, ti avrei voluto lì con le piccole perché la favola era bellissima (una versione finlandese del pesciolino d'oro di Puskin), loro addirittura hanno imparato tutte le battute in italiano!, e la suggestione era grande anche per noi bambini cresciuti.

Domani a Lecce per l'ultimo modulo, la prossima settimana cinque giorni in Tunisia per esplorare stavolta il nord... un altro periodo movimentato,uhm.
Ieri sono stata in clinica da una mia collega che ha la nostra età e ha avuto una bimba. Ogni volta che vedo un neonato rimango impressionata da quanto possono essere piccoli... chissà perché lo dimentico sempre!

Ti abbraccio forte
:-)

giovedì 14 maggio 2009

Messaggio al Premier. Clandestini, nigeriani, neri e per giunta arrivati con il barcone, hanno fatto giustizia a Palermo

Non lo ha ricordato nessuno, è sfuggito anche alle agenzie ed alle testate più attente, eppure avrebbe meritato la prima pagina. E il giorno dopo una puntata di Porta a Porta, o Matrix, magari Ballarò, a scelta. Invece niente.

 

Due “delinquenti” di pelle scura, nigeriani e clandestini, hanno assicurato alla giustizia un energumeno che alla biglietteria della stazione centrale di Palermo aveva ridotto in fin di vita a martellate una coppia di anziani.

 

Non fosse stato per la legge premiale a favore dei collaboratori di giustizia – quando l’hanno approvata di certo non pensarono ai clandestini - Kennedy Anetor, 25 anni, e John Paul, 18 anni, sbarcati a Lampedusa nel novembre scorso, sarebbero stati processati, condannati e, probabilmente sarebbero finiti in galera. La Polizia ha invece chiesto il permesso di soggiorno per entrambi al Questore di Palermo.

 

I due nigeriani non lo sanno ma hanno inviato uno straordinario messaggio al capo del governo della nazione in cui sono sbarcati con il loro barcone. Non solo nel loro barcone non c’erano delinquenti assoldati dalle organizzazioni criminali per invadere l’Italia, come sostiene il Presidente del Consiglio con una tesi assai azzardata, ma c’erano due giovanotti che tengono in gran conto le regole, la legge e la giustizia. Più di quanto accada ad alcuni italiani.

 

Consideriamo con animo aperto e senza pregiudizi ciò che è accaduto.

I nigeriani avevano tutto da perdere nel farsi coinvolgere, avrebbero dovuto voltarsi dall’altra parte e darsela alle gambe. Perché? Sarebbe stato assai probabile che da lì a qualche minuto, dopo l’aggressione dell’energumeno, sarebbero arrivati i poliziotti.

Invece loro non si sono voltati dall’altra parte e avendo assistito alla violenza, hanno deciso di non fare scappare l’energumeno, l’hanno inseguito, gli sono saltati addosso, hanno lottato con lui fino a che l’hanno fermato e consegnato alla polizia ferroviaria.

 

Nessuno era intervenuto né durante le martellate né dopo. Nessuno aveva osato “immischiarsi”. Tanta gente aveva assistito alla terribile sequenza attonita e spaventata. I due presunti “delinquenti” – tali perché clandestini e ospiti di un barcone noleggiato dalle mafie africane – si sono immischiati quando si sono accorti di ciò che stava accadendo ed hanno corso gravi rischi pur di fare giustizia. Non con le loro mani, come accade talvolta dalle nostre parti, ma affidando il colpevole alle autorità di sicurezza. Avrebbero potuto essere colpiti dall’energumeno, avrebbero potuto essere fermati dai poliziotti dopo la “consegna”. A questo non hanno affatto pensato, ritenendo che fosse necessario fare ciò che era loro dovere.

Dovere di cittadini?

Sì, cittadini e non clandestini.

I clandestini non hanno questo dovere.

 

Ciò che è accaduto dopo, quando l’energumeno è stato caricato in una vettura della polizia, merita di essere raccontato.- Un gruppo piuttosto folto di buoni cittadini hanno cercato di raggiungere l’energumeno, hanno urlato e protestato. Fra loro ci sono quelli che hanno assisttito alla violenza senza muovere un dito?

 

Non lo sappiamo, ma potrebbe essere accaduto proprio questo. In ogni caso, è ininfluente. A Palermo una coppia di anziani è stata ridotta in fin di vita a martellate da un uomo violento senza alcun motivo senza che alcuno intervenisse. Ma quando il colpevole, Fabio Conti Tozzo, 39 anni, è stato ammanettato ce n’erano cento pronti a bastonarlo.

Un’ultima osservazione assai utile a nostro avviso.

 

Agire per assicurare alla giustizia un malvivente testimonia civiltà e cultura “alta”. Non si è mossi dall’istintivo bisogno di salvare qualcuno che corre pericolo, di salvare un essere umano – atto pur questo di straordinaria rilevanza – ma da un profondo bisogno di giustizia. Richiede cioè una abitudine a comportarsi in questo modo.

 

Ed ora interroghiamoci. Quanti di noi avrebbero fato altrettanto? Quanti si voltano dall’altra parte allorché assistono ad un crimine:  una rapina, un furto, una violenza?

Ecco, nei barconi che portano i clandestini sulle nostre coste, ci sarà magari qualche delinquente – così come ce n’è nelle nostre navi passeggeri, ma ci sono anche giovanotti come i due nigeriani che potrebbero insegnare ad alcuni fra noi, che cosa è la giustizia e come va rispettata.

 

L’equazione clandestino uguale criminale è insensata, oltre che disumana. Con tutto il rispetto del Presidente del Consiglio che regala le sue verità un giorno sì ed uno no.

Infine un suggerimento aglio autori di un vergognoso test sul razzismo in Italia. Fra le domande come queste – che fate se vedete due neri che pisciano nel giardino della vostra città – aggiungetene anche un’altra: che fate se qualcuno sta prendendo a martellate due vecchietti e siete di pelle bianca?


(Articolo tratto da SiciliaInformazioni, http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/51743/messaggio-premier-clandestini-nigeriani-neri-giunta-arrivati-barcone-hanno-fatto-giustizia-palermo.htm)

mercoledì 22 aprile 2009

Duino

Cara Roomie,
ieri pomeriggio ero proprio in crisi..la nausea mi stava sfinendo..avevo un estremo bisogno di risollevare il morale, di spaziare altrove, di immaginare di essere in un posto bellissimo, pieno d'acqua, rilassante... (ricordo che anche durante i primi mesi di gravidanza di Sofia sentivo fortissimo il desiderio di recarmi al mare; alla fine mi ero accontentata di restare qualche ora in riva ad un laghetto qui vicino, nelle nostre Prealpi, e mi aveva risollevato di molto lo spirito). Ero davanti al computer e così ho cliccato sopra il sito della Dama Bianca e mi sono imbattuta in una galleria di foto veramente bellissime del porticciolo di Duino. Non ho potuto fare a meno di pensare che ci siamo nutrite di quelle immagini per ben due anni della nostra vita, e due anni non qualunqui (sempre ammesso che ve ne siano). Ti consiglio una visita. Potranno farti rivivere antiche emozioni, chissà, per me l'effetto è stato positivo, tanto che si è consolidata l'idea di andare a trascorrervi il week end del nostro anniversario di matrimonio, il 14 giugno. Se starò meglio, per quell'epoca...
Sul sito c'è anche una bellissima citazione di Rilke:
"... quando sommesso un bimbo canta
vendendo ortaglie,
dopo, la sua canzone,
torna a echeggiarmi in sogno.
Pur se tu sia lontano,
in terra ignota, esolo,
spesso, traverso gli anni,
ricorderai quel canto."
Rainer Maria Rilke

martedì 21 aprile 2009

Lieto annuncio!

Ti annuncio di essere in attesa di un terzo bambino. Sarà maschio, sarà femmina, chi lo sa...Per Sofia e Carlamaria la mamma nella pancia ha "una bambina piccina", che non si vede ancora, perchè è troooppo piccola...Ieri ho fatto la prima visita, tutto a posto, epoca presunta del parto 26 novembre. Entro l'anno quindi la famiglia si allarga! Per ora, nausee a parte che imperversano da mane a sera, prevale l'ottimismo e la visione di un futuro roseo e spumeggiante. So anche che non mancheranno i momenti difficili, però. Confido tanto che qualcuno, lassù, avendo assistito alle nostre tante, tantissime, innumerevoli notti insonni, sia piegato a compassione e ci doni una creatura dolce, sonnacchiosa e dormigliona.

venerdì 10 aprile 2009

Succede anche questo

Senza possibili commenti.

AGGREDITO E PICCHIATO SOVRINTENDENTE TEATRO MASSIMO DI PALERMO

(AGI) - Palermo, 10 apr. - Il sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, Antonio Cognata, e' stato aggredito e picchiato ieri sera davanti alla sua abitazione da uno sconosciuto che e' poi fuggito su una motocicletta guidata da un complice. Sul fatto indagano i carabinieri. Cognata e' stato attaccato alle spalle mentre si apprestava a rientrare a casa, in una traversa di via Dante. Ha subito la lussazione di una spalla e una sospetta frattura e all'ospedale di Villa Sofia e' stato giudicato guaribile in 30 giorni. Negli ultimi mesi al Teatro Massimo lavoratori e dirigenti si sono confrontati aspramente sull'organizzazione dell'ente lirico e recentemente sono stati decisi quindici licenziamenti dopo un'inchiesta su assegni familiari 'gonfiati'.

giovedì 9 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo

Un pensiero per la gente dell'Abruzzo colpita terribilmente dal terremoto e per i tanti soccorritori, testimoni delle generosità e solidarietà che malgrado tutto ancora esistono nel nostro paese. Un paese meraviglioso, bellissimo, ma così fragile, così delicato, così in bilico. Non fa meraviglia vedere l'abside di un'antica chiesa crollata, le crepe nelle vecchie mura, dispiace immensamente vedere opere d'arte così gravemente mutilate ma, in fondo, lo si comprende, lo si può anche accettare. Ciò che non si accetta è che sia crollato l'ospedale, la casa dello studente dell'Aquila, edifici di recente costruzione. Quale giustificazione verrà data questa volta a chi ha perso i propri cari sotto le macerie, per aver costruito quegli edifici con il cartone invece che con il cemento armato?
Le cifre delle vittime sono altissime, ad oggi, dopo tre giorni, 270, tantissimi i feriti, migliaia i senzatetto. Spero che questa gente non venga presto dimenticata, che sia aiutata a superare il dramma, che la condivisione del dolore sia loro di conforto.
Roomie, se sai di qualche iniziativa d'aiuto che sia anche utile, fammi sapere (ricarica del cellulare di Bertolaso a parte).

L'Opera...scabrosa signora

L'Opera è tutto un raccontare morti violente, passioni devastanti, dubbi esistenziali e decisioni di sapore enigmatico. Pensa alla facilità con cui all'opera le protagoniste si buttano nel Tevere (Tosca), si trafiggono con un pugnale (Butterfly), si avvelenano (Suor Angelica) o vengono avvelenate (Adriana Lecouvreur). Il meno che può succedere alle nostre eroine è di perdere l'amato per la troppa curiosità (Lohengrin) o di essere strangolate con la treccia di una donna defunta...ma per fortuna solo in sogno (Die tote Stadt). Agli uomini non va tanto meglio, Mefistofele viene accolto negli Inferi, e il libertino Nick Shadow si prepara cantando a una fine equivalente (The Rake's Progress), mentre Radames deve morire sepolto vivo (Aida). E se umorismo c'è, è spesso un umorismo nero fosco cinico come quello del Gianni Schicchi, dove parenti avidi fingono di piangere un morto che verrà "resuscitato" per fargli scrivere un testamento maggiormente gradito (anche se poi andrà ben diversamente!).
Quindi pensare progetti educativi su questi temi è difficile, difficilissimo..., ma al tempo stesso ci permette di ridere e giocare su temi ben poco giocosi e che in genere non si sa come affrontare.
Ecco che quindi quest'ecatombe continua diventa quasi una scusa per un atteggiamento più leggero, più mondano, più scanzonato, davvero comune a Teatro fra le persone che ci lavorano e che credo in parte possa essere utile nel rapporto con le scuole.
In questi giorni dovrei scrivere un progetto per il prossimo anno e non so bene da dove iniziare.
Ecco l'origine di queste divagazioni. Vedremo.
Domani notte a Cagliari per la Pasqua e da martedì di nuovo al lavoro...
Tu cosa farai, mia cara roomie?
Baci
:-)

venerdì 3 aprile 2009

Il film della vita

Ogni tanto mi sento saggia.
Penso alla mia vita, a tutte le vite, come a un film, una pellicola che scorre e contiene tutto quello che si può provare. Un film sempre diverso e sempre uguale. Un film da osservare ben comodi, in poltrona, con lo sguardo sornione di un gatto che sembra guardare sempre appena più in là.

Se nelle mattina come questa fossi capace di staccarmi dalla mia rabbia e dal senso di impotenza per trovarmi su quella poltrona, forse andrebbe tutto meglio.

mercoledì 1 aprile 2009

Berlusconi riesce sempre a cavarsela

Berlusconi riesce sempre a cavarsela pubblicato in Olanda il 28.03.2009 su Volkskrant
Sorprendente come i cittadini e i media accettino in massa le sue bugie
Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.
Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali.
Neo (Reeves) e Truman Burbank (Carrey) in The Matrix e The Truman Show si rendono conto che il loro intero ambiente vive secondo la sceneggiatura di un regista onnipotente. Però non vedono la loro sorpresa e preoccupazione al riguardo riflessa in alcun modo nella reazione delle persone che li circondano; tutti si comportano esattamente come se non succedesse niente di strano, o semplicemente non se ne rendono conto. Chi cerca di seguire e di capire la politica e la società in Italia inevitabilmente avrà la stessa esperienza.
....
p.s. Non ti viene voglia di emigrare?!

martedì 31 marzo 2009

La felicità

Fioriscono convegni sul tema della felicità. La gente evidentemente ha bisogno di sentirselo dire dagli esperti che cos'è la felicità. Ha bisogno di farsi spiegare come raggiungerla, quasi fosse un obiettivo da mettere nel bilancio della propria vita. Certo, è auspicabile da chiunque, è anzi legittimo ricercarla...ma, mi chiedo, davvero è possibile raggiungerla con ricette preconfezionate? E' davvero sufficiente applicare un metodo per raggiungere quella tanto agognata condizione?
Non lo so, io credo che la felicità esista e sia tuttavia inafferrabile. Ti sorprendi ad essere felice quando meno te lo aspetti, qaundo meno sei concentrata in quella ricerca... A me capita, ad esempio, di guardare le mie bambine correre nel nostro giardino, spensierate e piene di gioia... La loro vista mi rende felice, immensamente felice. Mi soffermo a pensarci e realizzo di essere felice. Magari è solo per qualche istante, ma è sublime. Con ciò non voglio dire che per il resto del tempo io non sia felice, no, tutt'altro, è solo che il momento in cui ti rendi conto di esserlo è un istante, un lampo.
*****************************
Carlamaria prima di salire in macchina, nelle ultime giornate di sole che hanno preceduto la pioggia noiosa e bigia di questi giorni, voleva a tutti i costi salutare i fiori del suo giardino. Li guarda con così tanta grazia ed affetto che ci si affeziona. Nel partire si preoccupa che i fiori rimangano da soli. "'Toli no?" (trad. "Soli no?", ovvero, "Non rimangono da soli vero mamma?"). Io la tranquillizzo dicendole che sono talmente tanti i non tiscordar di me, le pratoline, le violette, che insieme certamente si fanno tanta bella compagnia. Alla fine sembra convinta, ma le mie spiegazioni non le impediscono di attuare il suo proposito: mandare un bacino leggero a tutti i suoi fiorellini.
:-)

mercoledì 25 marzo 2009

Creatività e uova di cioccolato

Sulla creatività...nelle mie scorribande in rete mi è capitato di approdare a diversi siti di persone molto creative, che decidono di condividere questa loro passione e pubblicano perciò i loro lavori, siano essi di cucito, di maglia, di pittura, di bricolage, ecc. ad esempio questa pagina e i link cui rimanda mi hanno molto colpita: http://www.montag.it/comida/archives/004105.html

I started the collage-a-day project because I was feeling so consumed by my life with baby, and rather unable to focus any creative energy on myself. Whenever I tried to make something, it felt like I had to make something significant or important because time was so precious. But I started to think about Chris Ofili and a collection of gouaches that he had painted, to warm up and start his day in the studio. They were gorgeous and free and joyous, and I started thinking about making something every day, a little stress-free exercise to get myself more in the mind of a real artist. It's one of the best things I've ever done, and probably the closest I've ever felt to being a "real" artist. shiso mama


La nostra vita ha bisogno di nutrirsi d'arte. Non solo della grande Arte, quella con la A maiuscola per internderci, ma anche di un'arte più "domestica", più "quotidiana". Creare qualcosa con le proprie mani è bellissimo, e fonte di grande soddisfazione. Autoprodursi le cose di cui si ha bisogno (siano esse il cibo, gli abiti, i giochi, i mobili, ...) significa passare dalla passività del consumo all'attività della creazione, significa essere artisti e non artefatti, significa che le cose che possediamo sono uniche al mondo.
In questi mesi sto sperimentando, come ti ho già scritto, in cucina. La settimana scorsa ho acquistato uno stampo per realizzare a casa le uova di cioccolato. Il primo tentativo, (estremamente godurioso perchè assistere alla cioccolata che si fonde lentamente a bagnomaria è uno spettacolo per i sensi ;-) è purtroppo fallito perchè al momento di sgusciare l'uovo dallo stampo si sono formate delle crepe e si è rotto miseramente in pochi secondi. Il secondo tentativo invece è andato a buon fine, pur avendo le bambine intorno impazienti di mangiarsi la cioccolata e pur avendo portato a termine la fase del temperaggio del cioccolato in maniera alquanto approssimativa. Adesso non mi resta che ricimentarmi per le uova destinate al giorno di Pasqua e pensare alle sorprese da inserirci!

L'Italia vista dall'estero...e da vicino.

L'Italia vista dall'estero. Io me lo chiedo spesso, come ci vedono gli altri paesi. Qui puoi leggere un articolo pubblicato il 23 marzo 2009 su El Pais su Marco Travaglio. http://italiadallestero.info/archives/4217 Interessante...
Ho appreso che un collega amico si candiderà alle prossime elezioni del suo comune nella lista di Forza Italia. Non posso dire che questa persona sia "di casa", però certamente è stata nostra amica, tante cene assieme, feste di compleanno delle rispettive bambine, scherzosi scambi di battute...
Non ho timore a dire che ci rimango male quando apprendo tali notizie. In realtà, a pensarci bene, non è neppure un fulmine a ciel sereno. Non ne ho mai condiviso lo stile di vita, nè tante idee. Nessuna meraviglia, insomma. Eppure, eppure... è sempre desolante riconoscere come la scala di antivalori berlusconiana venga recepita senza batter ciglio, ed anzi si arrivi addirittura a scendere in campo per difenderne a spada tratta missione e valori.
E' una forma di arretratezza culturale, come dice Travaglio, che ha un target trasversale. Un virus malefico che può contagiare chiunque. Chiunque non abbia tanti forti e sani anticorpi...
Mi sento così impotente di fronte alla sicumera, all'arroganza, alla strafottenza, al non rispetto, all'ignoranza. Leggendo Zanzotto, nei passi in cui rievocava la Resistenza, mi veniva da pensare a quale nuovo tipo di resistenza avremmo bisogno oggi, nel 2009. A quali persone avremmo bisogno per guardare al futuro con vero ottimismo. Tra i politici non vedo nessuno. Tra gli intellettuali, tanti mi piacciono, ma non è il loro mestiere guidare i popoli. E allora?
Non mi rimane che pensare, fiduciosa, che la ginestra cresce comunque, a dispetto di tutto. O no?

"In questo progresso scorsoio" di Andrea Zanzotto

Ho da poco finito di leggere un libro intervista al poeta Andrea Zanzotto. Il titolo è la prima parte di un aforisma da lui recentemente creato: "In questo progresso scorsoio, non so se vengo ingoiato o ingoio". E' un libro denso, colto, ricchissimo di storie e citazioni personali, lucidamente critico nei confronti del Veneto di oggi, ma non solo, il suo sguardo spazia oltre, scandaglia i meccanismi della globalizzazione, le brutture del progresso, la deturpazione e lo sfregio della pianura padana, delle colline della sua Pieve di Soligo e del pianeta intero, la caduta del senso morale e la perdita di valori buoni.
Ho voluto trascrivere alcuni brani che mi hanno colpito. Sono solo poche righe, giusto un assaggio della sua "visione del mondo".
Sulle battaglie ecologiste:
"Faccio quello che posso, anche se le ultime oscillazioni della nostra politica avviliscono ogni speranza. le stesse persone che mostrano di essere sensibili a una salvaguardia della propria terra (salvaguardia intesa nel senso più lato), si affidano poi in massa a quella parte politica che nega visceralmente ogni forma di ecologia, a partire da quella morale, dietro il pretesto di inseguire una presunta modernità. Risultato: lo strepitoso successo di certi cambiamenti nominalistici, per esempio quello da Forza Italia a Popolo della Libertà, con uno slittamento continuo verso il peggio. E con un "teatro" che comporta scambi di visite tra presutni Grandi della Terra, con gli inviti in Sardegna del populista mediatico Berlusconi al neozar della Russia, Putin..incontri poi seguiti da infinite altre epifanie del genere. Un vero trionfo dell'assurdo."
Sulla perdita dello spirito di comunità:
"...il venir meno di una moralità consacrata, di certe tradizioni cristiane, chiamiamole di pratica religiosa. (...) Io intendo una cosa più terra terra: il declino del cattolicesimo applicato, che era come un codice genetico della vita di relazione. Prima, la pratica religiosa era appunto pratica religiosa, con le chiese gremite alle messe domenicali, affollatissime processioni, comunioni e confessioni nelle feste comandate. A un certo momento però è penetrato, almeno nel Veneto ma non soltanto qui, uno spirito nuovo e, come dire?, esterno. La gente non si sentiva più legata da alcuno spirito di comunità. E gli ex poveri, in parecchi casi rimasti indigenti culturalmente, si sono chiusi in sè stessi, concentrati solo a rincorrere il proprio riscatto e a fare quattrini. Con l'ambizine di metterne insieme una montagna, a qualunque prezzo. Parecchi industriali famosi hanno fatto fortuna grazie ad un trucco: all'inizio davano lavoro per conto terzi nelle case, per diminuirlo poco a poco fino ad annullare ogni partecipazione e a far diventare tutti loro dipendenti; infine hanno delocalizzato all'estero le fabbriche fino quasi ad azzerare la vecchia manodopera locale. Così si sono comortati molti "giganti" di questi posti, venuti dal nulla, come apparizioni. Vogliamo chiamarlo, il loro, spirito d'impresa fraterno e solidale? E' questo il capitalismo compassionevole?"
Sul viaggio:
" (...) Dopotutto esistono anche i viaggi immobili e mentali, il periplo dentro sè stessi, che può portarti dall'abisso dell'inferno al più alto dei paradisi".
Lévi Strauss: "Adieu sauvages, adieu voyages". perchè l'irrompere della grande uniformità sancisce la fine del vero viaggiatore.
Sulla poesia:
" Non credo che la poesia nasca necessariamente dal dolore e dalla frustrazione. Al contrario, come ho già spiegato, mi pare che essa sortisca dall'"entusiasmo" e dalla sovrabbondanza del senire. Ciò vale per tutte le arti: nella poesia, per di più, sono in gioco le pretese di una esplicitazione totale che sono proprie della parola. La poesia scaturisce da una meraviglia adorante per qualche cosa che, nella sua bellezza o sublimità, chiama insistentemente alla sua esaltazione. Anche Rilke pensava che il poeta fosse "qualcuno destinato ad esaltare". Questa celebrazione non è altro che l'indicazione della presenza degli déi, cioè delle forze fondanti della realtà."
Sull'amore:
"Quanto all'amore, qualunque sia la vera natura di questi tempi e qualunque sia la faglia di malignità che attraversa la natura, l'amore viene avanti, anche assumendo imprevedibili maschere, pertecipa sempre della grazia della ginestra che si ostina a fiorire sopra il vulcano".

venerdì 20 marzo 2009

Due chicche molto polemiche

Qualche sera fa ascoltando Caterpillar (radiodue ore 18.00) ho appreso che l'Italia è il terzo paese al mondo nella classifica dei consumatori di acqua minerale in bottiglia. Nessuna meraviglia, da anni vi sono campagne che spingono a bere l'acqua del rubinetto, altrimenti detta l'acqua "del sindaco", perchè è altrettanto buono ed anzia maggiormente controllata, perchè l'impatto sull'ambiente di tutta quella pèalstica è devastante, ecc ecc. Per non parlare del costo. A quanto sembra tutte queste campagne di informazione non sono servite a granchè. Sai quali sono i primi due paesi della calssifica citata da Caterpillar? Al 1° posto ci sono gli Emirati Arabi. Vabbè, si può anche capire, c'è il deserto. Al 2° posto c'è il Messico. Altrattanta comprensione, c'è il deserto anche lì.
Che dire a questo punto del nostro paese se non riconoscere desolatamente è un deserto intellettuale?
*****
Un breve commento sullo spot del nostro Presidente circa l'idea di consentire in spregio ai regolamenti edilizi un allargamento delle abitazioni di proprietà del 30%. A suo dire, sarebbe un'idea fantastica per rilanciare l'economia e combattere questa brutta crisi che gli deve dare parecchio fastidio, accidenti. Parlando con Riccardo, tra le tante critiche, s'è detto anche questo: ma quale rilancio dell'economia? Tralasciando il fatto che ampliare una casa costa e se uno non c'ha il lavoro non si mette certo a spendere per costruirsi qualche stanza in più (ammesso che non abiti in un condominio e sempre ammesso che vengano rispettati i diritti del terzo, del vicino, per intenderci, - ma questo è chiedere il rispetto delle regole, cosa che sappiamo essere ardua nella nostra nazione n.d.r.), quale economia ha in mente il nostro illustre Presidente? Quella degli imprenditori edili? A mio modesto parere, non mi sembra proprio che la categoria degli imprenditori edili meriti un posto così alto nella classifica delle priorità.
Negli ultimi anni hanno fatto soldi a palate costruendo a più non posso tra l'altro anche deturpando il nostro bel territorio con caseggiati orribili e cubi, cubi, e cubi di cemento. Ma allora si arricchiscono sempre gli stessi! Piove sul bagnato, insomma. E non dimentichiamo che questa gente ha spesso la quinta elementare (!!), si è messa a costruir case perchè è l'attività più redditizia al mondo, dove non serve avere grandi competenze e dove c'è un ricarico spaventoso.
Chiudo per oggi, la mia vena polemica sta scemando...

mercoledì 18 marzo 2009

Pensiero

Al ritorno da questa maratona nel mondo della cultura un pensiero mi ingombra il cervello:

non basta una vita per avere accesso a tutta l'arte che vorremmo vedere, sentire, sperimentare...
non basta per quella di cui sappiamo e soprattutto non basta per quella che nemmeno sappiamo che esiste. e questo è bellissimo.

lunedì 16 marzo 2009

Terra madre

Cara Roomie,
sabato abbiamo invitato un paio di coppie di amici con i relativi bambini per una bella pizzata in compagnia. Ho infornato pizze per due ore e sono state divorate da tutti, grandi e piccini, con gusto e appetito!! Sto scoprendo una grande soddisfazione nel cucinare, nel sperimentare cose nuove e soprattutto nel valorizzare alimenti locali e di stagione. Ieri sera ero distrutta e mi sono addormentata con le bambine credo intorno alle otto e mezzo...come uno zombie alle dieci meno un quarto me ne sono tornata nel mio letto e sono sprondata a a dormire come un ghiro (devo avere tanto di quel sonno arretrato...). Riccardo quando è venuto a letto ha inizato a parlarmi di Report (io ascoltavo e dormivo...sai, la vecchia arte di fare due cose contemporaneamente!) e questa mattina ho cercato una documentazione più dettagliata. La puntata era su Catania e il dissesto in cui è ridotta quella città. Ma non voglio parlare di Catania. Servizi come questo (ben vengano, è vero servizio pubbblico, che purtroppo sono rimasti in pochissimi a fare, e ad altissimo prezzo N.B. Una volta ho sentito che la Gabanelli è sommersa di querele, dice che la notte fa fatica a dormire perchè sa che se ne venisse accolta solo una rimarrebbe con le pezze al sedere...ma finora è lei che dai tribunali esce vincitrice e la sua professionalità è una garanzia). Comunque, dicevo, non voglio parlare di Catania perchè se ci penso notizie di tale calibro aumentano la mia rabbia verso le ingiustizie di questo paese, verso la diseguaglianza nord-sud, verso i favoritismi e i finanziamenti erogati da decenni con il pretesto del sottosviluppo, ed aumentano del pari, Roomi cara non scandalizzarti, un desiderio secessionista. E se non basterà la secessione, potremo zempre emigrare in Austria ;-)
Allora, la good news della serata, che è ciò che volevo poi alla fine condividere con te, è un progetto sull'alimentazione incentrato sul principio cheprevenire e’ meglio che curare. L’istituto Nazionale dei Tumori da anni lavora ad un progetto alimentare che aiuta non solo le persone ammalate ma anche la prevenzione. Il progetto “Diana”, ormai giunto alla quinta edizione, vede coinvolti chef di prim’ordine e nutrizionisti e sta per diventare anche un libro di ricette. Leggi un po' qui...
E dato che siamo in tema, visto che mi sembra di ricordare che ti piaceva il regista Ermanno Olmi, ti segnalo che a maggio uscirà il suo film-documentario "Terra Madre". E' stato da Fazio qualche tempo fa con Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food. Ha un modo di parlare che t'incanta...non perdiamoci il film...intanto ascolta qui.
Baci

mercoledì 11 marzo 2009

Ricetta del pane senza impasto

Cara Roomie,
abbiamo trascorso un week end deliziosamente gastronomico…da un bel po’ di tempo io e Riccardo ci stiamo dedicando all’arte culinaria, con un preciso obiettivo: cucinare il più possibile da noi ciò che mangiamo, evitando piatti pronti, facendo attenzione all’origine dei prodotti che acquistiamo, ecc. Così abbiamo sperimentato tra le altre cose, la pasta fatta in casa, un risotto radicchio e scampi, una ricottina (venuta così-così). Andiamo a fare la spesa al Mercato del Contadino (un mercato dove i coltivatori vendono direttamente al consumatore, senza passare per i grossisti e i supermercati), dove tra l’altro troviamo anche alcuni produttori “biologici”. Abbiamo imparato a fare il pane in casa, scoprendo questo metodo che non contempla la voce “impastare”, che è velocissimo e facilissimo (ormai lo saprebbero fare anche le bambine). Siccome stiamo, come si dice, “divulgando il verbo”, ti scrivo la ricetta magica così se vuoi puoi provare a farlo anche tu.
Eccola:
Ricetta del “pane senza impasto”
Ingredienti:
500 g di farina 00 (meglio usare una farina di buona consistenza)
2,5 g di lievito di birra fresco (o 1 grammo di lievito di birra liofilizzato)
1-2 cucchiaini di sale
350 ml d’acqua

Sciogliere il lievito in un po’d’acqua (prendendola dai 350 ml). In una ciotola grande mescolare la farina col sale. Unire l’acqua e il lievito disciolto, mescolare velocemente con una forchetta. L’impasto è molto morbido e appiccicoso. Coprire la ciotola con un foglio di pellicola e lasciar lievitare l’impasto a temperatura ambiente (circa 20°C) almeno 12 ore.
Il giorno dopo l’impasto sarà aumentato di volume e apparirà come un blob molliccio e alveolato.
Rovesciare il blob su un piano abbondantemente infarinato. Spolverarlo con altra farina, quindi tirare quattro lembi di impasto e ripiegarli su se stessi.
Trasferire l’impasto o in una ciotola (che andrà coperta) o in un canovaccio (in cui l’impasto verrà arrotolato) e far proseguire la lievitazione per altre due ore.
Pre-riscaldare il forno a 230°C e mettervi dentro a riscaldare una pirofila dai bordi alti e col coperchio (tipo cuoci pollo; la pirofila può essere in qualsiasi materiale, alluminio, ghisa, pirex etc.). Sul fondo del forno mettere una pirofila piena d’acqua. In questo modo ci sarà la giusta umidità all’interno, perché la crosta del pane non venga troppo dura.
Rovesciare l’impasto nella pirofila bollente. Coprire col coperchio e infornare per circa 30-40 minuti sempre a 230°C. Rimuovere il coperchio e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.
Sfornare la pagnotta e lasciarla raffreddare prima di tagliarla.
Leggo ora che sei in viaggio in terre da me amatissime...attendo resoconto dettagliato del viaggio e degli incontri.
Baci

sabato 7 marzo 2009

Modulo Austria-Germania

Domani mattina all'alba partenza per il modulo Austria-Germania del corso CRPC.
Sono emozionatissima ed euforica.
Non ho ancora capito bene perché, ma miracolosamente sono riuscita ad ottenere un appuntamento con la capa del settore educativo dei Berliner!!! Roomie, è una cosa incredibile.
Davvero mi viene difficile crederci. E poi a Salisburgo ho fissato un altro appuntamento con la sovrintendente del famosissimo Teatro delle marionette. Fra l'altro mi piace che in entrambi i casi ai vertici del "mio" settore, in due teatri importanti, si trovino delle donne.
Sarà una settimana molto intensa dalla quale mi aspetto molto.
Ci sentiamo al ritorno.
Take care
:-)
f

lunedì 2 marzo 2009

Vilipendio Tour di Sabina Guzzanti

E' vero, sono stata un po' in silenzio. Ho vagabondato per vari blog di cucina e di bimbi, scoprendo un mondo sommerso di mamme creative che mettono in rete le loro scoperte, le loro idee, i loro giochi. Divertente ed istruttivo, anche se dispendioso in termini di tempo...Ho lasciato che quella parte del mio carattere un po'..dispersiva..si rifacesse viva. E mi ha fatto bene. Mi ha dato energie, linfa, idee.
Quella sera a teatro di cui ti parlavo è a suo tempo saltata a causa di un malore che ha colpito Ugo Pagliai, l'attore principale. Ma ci siamo rifatti venerdì scorso. Ci siamo rifatti con Sabina Guzzanti e il suo Vilipendio Tour. Non ho tempo per farti il link, ma ti consiglio una visita al suo sito, se non puoi vederla dal vivo. E' stata grande, pungente per non dire dissacrante, forte come messaggio. S0no uscita con l'impressione di essere stata afferrata per le spalle e scossa fortemente. Ha preso di mira tutti i politici del momento, di tutte le correnti e uno ad uno li ha massacrati. Con l'uso di video, collages, canzoni scritte da lei a ritmo di rap. Con un ritmo incalzante ha spiattelato alla platea una serie vomitevole di episodi di "alta politica" e "finanza" da cui emerge un desolante quadro dei nostri parlamentari, corrotti, nullafacenti, cocainomani e sessodipendenti. Premier in testa, ovviamente. In due parole: Sodoma e Gomorra. Berlusconi e la vicenda Carfagna sono stati oggetto di polemica, ancora una volta. Anche perchè dopo le sue esternazioni a Piazza Navona, la Guzzanti è stata accusata di tutto, e citata in tribunale per danni (ma non in sede penale, ha giustamente puntualizzato lei, perchè non si capisce proprio di quale reato si sia macchiata, la poveretta). In fondo, si è solo chiesta se in un paese normale sia giusto che una come la Carfagna sia nominata Ministro, delle Pari opportunità per giunta. Si è solo chiesta se in un paese normale è giusto che la Chiesa metta becco su tutte le questioni che si dibattono in Parlamento. Domande legittime. Io non ci trovo offesa alcuna. Sono loro ad offendere la mia dignità di essere umano pensante se la imbavagliano.
Uno spettacolo che mi è piaciuto molto, insomma, anche perchè a me piace molto il teatro di denuncia. Trovo che faccia molta presa sul pubblico, più di un libro, di un articolo sul giornale, più di un film. Certo, devi trovare degli animali da palcoscenico, come lo è Sabina Guzzanti, o Beppe Grillo, o Paolini, e forse non è facile. Forse non è facile neanche per loro esporsi così tanto.
Dietro l'attrice e il comico ho visto una Sabina per così dire...umana. Alla fine dello spettacolo ha detto queste parole, secondo me indice di una certa sensibilità: "Grazie. Grazie anche per aver comprato il biglietto in tempi così difficili". Uscendo dal Palazzetto non ho potuto fare a meno di pensare a quanto male sia messa l'Italia in questo momento storico. Con una crisi economico finanziaria di dimensione globale ci ritroviamo con una classe politica pusillanime, miope e, oltraggio tra gli oltraggi, spudoratamente godereccia.
Su Radio deejay questa mattina (erano le 9.20) Fabio Volo parlando di Berlusconi si è lasciato scappare la battuta:"Beh, a quest'ora si starà trombando una di quelle vallettine da piazzare poi in una soap opera...". Io vorrei sapere quanto a lungo acora gli italiani ridereanno a battute come questa. Finchè ti va bene, finchè hai un lavoro, un buon stipendio e non hai ancora visto in faccia la "Crisi", ti puoi pemettere di ridere. Ma dopo,molto probabilmente ti gireranno le scatole al pensiero che il primo ministro del tuo paese dimostri in questo modo la sua sollecitudine per il bene altrui. E allora magari arriverà anche qui il vento dell'est (vedi blog di Grillo) e ci troveremo a scendere il piazza a lanciare uova (se va bene) contro i nostri parlamentari.

venerdì 27 febbraio 2009

giovedì 26 febbraio 2009

che settimana...

roomie silenziosa, tutto bene?
sembrano passati anni dalle righe del post precedente. il professore con cui marco lavora all'università da tanti anni, che per noi è una persona di famiglia, che stimiamo, cui vogliamo bene, con cui abbiamo condiviso tanto, da domenica è in ospedale con una situazione disastrosa, tetra, senza speranza. basta dire che ieri gli hanno amputato una gamba, e che il tumore si è diffuso in ogni dove. abbiamo passato questi giorni angosciosi più in ospedale che a casa o in ufficio. e vediamo il dolore suo, e quello dei suoi cari, e non possiamo fare nulla. bisogna godersela la vita, berne il succo e sperimentarla in ogni direzione...sinché possiamo.
baci

sabato 21 febbraio 2009

Incontro

Sei del pomeriggio. Sono nel foyer del Teatro per aggiornare i contenuti video del nostro super fighissimo sistema videowall (una parete di 9 monitor su cui proiettiamo un po' di tutto e sul quale lavoro io). L'aggiornamento procede lentamente e mi metto a guardare il pubblico... signore ingioiellate e qualche studente. Non c'è molta confusione. Poi focalizzo l'attenzione su una signora piccola di statura, sola, che guarda il videowall con occhio sognante. Anche lei mi guarda e mi sorride come se volesse chiedermi qualcosa. Mi avvicino e le sorrido a mia volta dicendo una qualche frase di circostanza che non ricordo... E lei come un fiume in piena inizia a parlarmi di tante cose insieme, in uno strano monologo che mi ha proiettato per dieci minuti fuori dal mondo nel disperato tentativo di capirla - perché la signora è sordomuta e mi parlava in una lingua dei segni opportunamente modificata per me udente, cioè amplificata e enfatizzata per renderla comprensibile. La signora mormorava anche delle parole, ma riuscivo a capirne solo due: bello e perché. Bello perché guardava le immagini del teatro e si estasiava, letteralmente. È sul perché che non credo di aver capito tutto. Una domanda mi era chiara: perché io che non ho i soldi non posso entrare a teatro? Ma questo era solo uno dei perché. Gli altri non li ho capiti. Devo dire che ero in grandissimo imbarazzo perché erano tante le cose che non capivo. Ma la cosa assurda è che concentrandomi molto e per vie non razionali, ogni tanto capivo una parte del suo racconto, e capirlo era capirlo ad un livello di intensità, di profondità incredibile. Era come un film che ti emoziona: le cose che riuscivo a percepire mi arrivavano con una forza ben diversa dal nostro normale parlare. Con la forza di un quadro o di una musica o di una poesia: ecco, il suo discorso era soprattutto profondamente poetico. Mi ha chiesto di farla entrare ma non ho potuto, sotto gli occhi di un esercito di maschere. Allora sono salita in ufficio per portarle un piccolo dono ma al ritorno non l'ho trovata più, purtroppo. L'ho cercata anche fuori ma nella piazza piena di persone non l'ho vista da nessuna parte. Ma spero di incontrarla ancora.

lunedì 16 febbraio 2009

Partendo dalla fine

Cara roomie,
partendo dal fondo del tuo messaggio devo dirti che non ho esperienza di circoli letterari, ma penso dovrebbe riuscirti abbastanza bene - pare che queste iniziative abbiano maggior successo nei piccoli centri. Come sai sono tutta dentro la progettazione culturale, quindi se hai bisogno di qualche consiglio su come organizzare e pensare la cosa... sono qui!
:-)

Riguardo al desiderio di aprirsi e di conoscere... mi sono sentita spesso sola negli ultimi anni. Perché ho accanto Marco e questo certo non è poco, ma talvolta vorrei avere intorno e vicini più amici. Mi percepisco fortunatissima e sono convinta di aver incontrato sulla mia strada tante persone straordinarie...l'unico non marginale problema è che queste persone si trovano in ogni dove, e fondamentalmente mi sono lontane. In realtà negli ultimi anni ho avuto tante occasioni di socializzazione concentrata, nel tempo e nello spazio di qualcosa di particolare che andavo vivendo - come con il corso all'Università di Trieste di qualche anno fa, alcune produzioni di spettacoli per bambini a Teatro, queste o quelle selezioni UWC, il corso CRPC che sto facendo ora e che tanto mi sta dando, sia per i colleghi corsisti che per i docenti. Mi verrebbe da dirti che forse oggi la condivisione di esperienze belle e profonde è una precondizione fondamentale per la scoperta di persone nuove... Mi viene in mente che quando mia sorella aspettava il suo primo figlio, Niccolò, frequentò un corso organizzato dal consultorio e lì trovò le amiche di pancia: conosciute in un momento fortemente emotivo e condiviso, a 12 anni di distanza alcune di queste donne la accompagnano ancora passo passo. Quindi chissà che il tuo circolo letterario non sia un'occasione di questo tipo, uhm.
Se fossi in te per prima cosa cercherei complicità e sostegno nella biblioteca locale, che può essere il luogo ideale in cui organizzare gli incontri. Sicuramente hai visto il film C'è posta per te con Meg Ryan e Tom Hanks, un must di ogni romanticona sulla faccia del pianeta... Ricordi le letture di favole che lei organizza per i bimbi nella sua piccola libreria? Da mamma potresti far nascere il circolo e iniziare a coinvolgere e contattare persone interessate proprio facendo incontri pomeridiani di lettura per bambini.

Poi mi ricordo una cosa che si faceva in un locale frequentato da universitari in quegli anni lontani in cui eravamo studentesse...
Appuntamento settimanale ad una certa ora, e ogni volta uno studente in prossimità di esame parlava della materia a tutti gli altri, fornendogli un'occasione di provarsi grazie al confronto con gli altri e anche creando un'occasione di multidisciplinarietà molto interessante. Pensa come una lezione di uno studente di architettura può incuriosire e interessare uno studente di medicina, e viceversa. C'è un patrimonio di conoscenze "di categoria", di disciplina, che può incuriosire molto. Chissà se qualcosa di simile si può fare fra adulti in un'occasione di confronto che ricrei quell'atmosfera di fiducia e di reciproco interesse. Ad esempio fissando uno stesso tema per un periodo di uno/due mesi, tema il più vasto possibile, si può chiedere a persone di diversa provenienza, studi, interessi, di raccontare il tema tramite le sue letture. Un po' come il Festival della Filosofia di Modena, che su un tema universale costruisce ogni anno un programma culturale articolatissimo, e un anno il tema era felicità, un altro anno fantasia, nel 2009 sarà comunità. Temi tanto vasti che ognuno può trovare i suoi punti d'aggancio.

Che pensi di tutto questo?
:-)

giovedì 12 febbraio 2009

Una qualche risposta, un po' aggrovigliata...

I tuoi viaggi sono pericolosi Roomie....comunque credo faccia parte dello spirito del viaggiare, ogni volta rimettersi in discussione e guardare la propria vita da un altro punto di vista, immaginarla diversamente, sognarla altrove. Chi non viaggia fa più fatica a fare queste cose, deve compiere uno sforzo in più; può, ad esempio, aiutarsi a farlo con i libri, scegliendo letture interessanti, stimolanti, provocatrici, destabilizzanti. Come "Storia e destino" di Aldo Schiavone, che ho letto di recente. Te ne scriverò alcuni brani, appena posso. Oppure può farlo conoscendo e coltivando nuove amicizie, ma ti confesso che è raro poterlo fare oggi, qui. Quando hai 16 anni è più facile, anche le occasioni sono maggiori. Da adulti abbiamo tutti più schermi, più paure, più pregiudizi, e l'altro smette di incuriosirci. Io ad esempio non mi sento appagata "umanamente". Mi piacerebbe approfondire amicizie con nuove persone, ma fatico a trovare persone disponibili ad aprirsi, a cercarsi, ad incontrarsi. Ho come l'impressione che ciascuno preferisca stare nel suo nido, chiuso in casa, con le proprie sicurezze e le proprie manie.
Sabato sera andrò a teatro dopo anni. Ti racconterò.
Su Eluana Englaro mi vengono da dire poche cose, perchè la mia piccolezza di pensiero mi impedisce di scandagliare il tema con la profondità e la competenza che richiederebbe.
Ho provato nausea nel sentire parlare i nostri esponenti politici, i quali non hanno la benchè minima autorità in materia, sono privi della statura morale necessaria per pronunciarsi su temi delicati come la vita e la morte e banalizzano questioni cruciali su cui invece è necessario, e lo sarà sempre più con il passare del tempo, un confronto, uno studio equilibrato e razionale, una risposta morale e di conseguenza guiridica.
Ho provato poi una grande, infinita pena per i genitori e la loro solitudine nell'affrontare il dolore. Sì, solitudine, perchè il vociare di questi giorni, lo scandire slogan infervorati senza aver acceso il cervello, non sono che rumore, rumore che allontana dalla vera riflessione che tutti dovremmo compiere. A quanta gente interessava veramente quella povera ragazza? In questi casi ho l'impressione che prevalga negli interventisti la vanità, il desiderio di voler mostrare che si scende in campo, ma è un prendere posizione che dura un attimo, il tempo della ribalta giornalistica, un niente in confronto con il tempo con cui si sono misurati, e si dovranno misurare, i genitori di Eluana. Se non si riesce (ed è quasi impossibile) mettersi nei panni degli altri, almeno non giudicare, almeno rimanere in silenzio.
Sai, a volte mi prende un'angoscia tale se penso alle mie bambine e al fatto che possa accadere loro qualcosa. La prospettazione della sofferenza sui nostri figli è insostenibile. Devo scacciare questi pensieri, mi devo sforzare di ragionare "impersonalmente". Pensare alla vità "in sè", al mistero della morte "in sè", senza collegarle a questo o a quell'essere vivente. E' più facile, c'è meno coinvolgimento emotivo, c'è il giusto distacco.
Ai prossimi pensieri, più allegri... ;-)
p.s. Tra varie idee che mi ronzano in testa da un bel po' di tempo c'è quella di fondare una sorta di circolo letterario. Tu ne hai esperienza? Hai qualche suggerimento da darmi?

martedì 10 febbraio 2009

riassunto dei giorni

Scritto domenica, ma solo ora posso pubblicarlo...

Cara roomie, sono stata avara di confidenze in quest'ultimo periodo e il motivo è soprattutto uno, la stanchezza che provo in questo momento.
Il corso a Lecce prosegue bello ed entusiasmante, ma al ritorno il lavoro arretrato mi atterra e lavorare sei giorni su sette per almeno otto ore, e spesso di più, mi sfibra inesorabilmente. Non siamo fatti per lavorare tanto, me ne convinco ogni giorno di più, e continuo a sentirmi stretta, troppo stretta dentro la gabbia del lavoro dipendente: non ho alcuna difficoltà a capire come mai mio padre a quarant'anni suonati lasciò un posto ben retribuito all'Inail per dedicarsi alla libera professione e vivere squattrinato e pieno di preoccupazioni di lì innanzi. Ti ho raccontato il discorso che Marco sussurrava nel mio orecchio durante le lunghe silenziose ore sulla jeep in Tunisia, mentre fuori dal finestrino scorrevano paesaggi brulli, asinelli, vecchi e bambini? "Veniamo a vivere qui, senza più lavorare... Con 500 € a testa possiamo vivere dignitosamente, basta che mia madre mi ceda una delle sue case e tua madre faccia altrettanto... Viviamo con gli affitti e recuperiamo una dimensione nostra, lenta, ci godiamo il sole la natura e quanto ci circonda, e finalmente avremo il tempo di esplorare le nostre vocazioni artistiche... non vuoi anche tu scrivere, dipingere, scolpire? (ndf Sì, lo voglio, disperatamente, come fa a saperlo disgraziato millantatore?)" Le parole non erano proprio queste, ma il succo del miele che il serpente panciuto versava nel mio orecchio c'era tutto. Lasciamo stare. Sono anni che ad ogni viaggio metto in discussione tutta la mia vita e mi immagino zaino in spalla a cambiare tutto, tutto... chissà se persone dotate di maggior equilibrio riescono a non trasformare il viaggio in una sorta di benevolo processo al proprio stile di vita.
C'è stato molto teatro in questi ultimi mesi, fra Lecce e Tunisi e Palermo. Venerdì sera abbiamo assistito a "L'intervista" di Natalia Ginzburg, e mi è piaciuto tanto il testo, bravissimi gli attori... bello davvero. Continuiamo a sederci in palchi di proscenio, dai quali sembra di spiare non visti gli attori - attori che a volte si stupiscono di vederci di lì o addirittura si infastidiscono. Chissà perché oggi sembra che fare del buon teatro significhi necessariamente "sfidare" alcune convenzioni (a ben vedere, sempre quelle, ndf) e proporre riletture del testo che però a ben vedere sfruttano sempre le stesse cose, trasformando la presunta innovazione in qualcosa di ben più visto della messa in scena tradizionale, così come pensata dall'autore: e allora se in uno spettacolo vi sono due ruoli maschili molto forti, li si fa recitare... a due attrici, oppure si traduce in uno dei tanti dialetti del nostro paese, o si rappresenta tutto come se si fosse in un Giappone immaginario (ho appena visto un Amleto così!), oppure si aggiungono gratuite sequenze di nudo integrale. Sempre le stesse cose. Mi viene da dire: regista, se sei così bravo e innovativo, perché non metti in scena un testo tuo cui dare tutte le regole che tu scegli? Che ti hanno fatto di male Shakespeare, Ionesco, Pinter e tanti altri per meritarsi da te simili trattamenti?
Fine dello sfogo.
Erano anni che non andavo tanto a teatro...è bello e mi da molto. Sia la prosa che il "mio" teatro musicale, di cui negli ultimi tempi non ho perso uno spettacolo. Pensa come sono diventata brava, mi sono sorbita buona buona e (quasi) senza addormentarmi quattro ore wagneriane filate con il Lohengrin.

Oggi ti scrivo sul treno che da Foggia mi porta a Lecce: inizia domani il nostro quarto modulo. Il modulo precedente ha visto una successione di docenti spettacolari che mi hanno lasciato a bocca aperta. In particolare è venuto Andrea Maulini del Piccolo di Milano e mi ha travolto, con i suoi pregi e difetti... Ho provato un'umana vicinanza incredibile e anche lui, credo. Nel salutarci e scambiarci recapiti ci guardavamo un po' tristi. Direi che ci siamo annusati come canuzzi e ci siamo piaciuti, è stata una cosa molto forte e anche un po' destabilizzante.

Stavolta cambiamo casa, io e la mia "famiglia di Lecce" composta da Giuseppe, Simona ed Antonella, ci spostiamo in un'altra dimora splendida del centro storico barocco. E al mio spirito nomade anche questo piace.

Spero di poter vedere presto il documentario che mi hai consigliato.
E tu come stai, roomie?
:-)

ps Nota con quanto buon gusto non ho parlato delle polemiche che ci avvelenano la vita in questi giorni, non del decreto sicurezza con le sue leggi razziali ne' dell'abominevole strumentalizzazione del dolore vero e profondo di due genitori lucidi, onesti, splendidi. A chi ha detto che Eluana potrebbe avere un figlio, e a quell'altro che si è detto disponibile a portarla nella nostra regione, ospitarla e andare a trovarla tutte le mattine (questo è purtroppo il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo), consapevole del fatto che non si augura il male a nessuno, non posso comunque che prospettare situazioni drammatiche vissute sulla pelle e al più presto, per recuperare il rispetto e la dignità della parola.

martedì 27 gennaio 2009

L'amore che non scordo

Cara Roomie,
ieri sera ho vinto la mia voglia di andarmene a leggere sotto le coperte e farmi una bella dormita ristoratrice dopo le ultime nottate insonni causa raffreddori-tossi-incubi notturni delle mie piccole, e sono uscita a vedere un film documentario bellissimo. La proiezione era organizzata da una neonata associazione femminile di Conegliano, "Sguardi di donne", che qualche mese fa aveva presentato un altro bel documentario sulle donne, di Alina Marazzi, "Vogliamo anche le rose". Il film di ieri si intitola "L'amore che non scordo. Storie di comuni maestre". Si tratta di un viaggio in 4 scuole elementari italiane, a Milano, Bologna e Roma. Quattro diversi insegnanti, comuni, con i visi che hanno tutte le maestre del nostro paese, vestite come si vestono tutte (o qausi) le maestre italiane, animate dalla passione per il loro lavoro, volto a trasmettere ai più piccoli il desiderio dell'apprendimento, le capacità per farlo, i valori della solidarietà, dello stare insieme accettandosi l'un l'altro e della democrazia. Ne è venuta fuori una scuola eccellente, una scuola dove il bambino che c'è in noi avrebbe tanta tanta voglia di tornare...Una scuola che tanti, non solo so se a torto o a ragione, vedono minacciata dalla riforma Gelmini che ripristinerà il maestro unico e taglierà tanti fondi e risorse a questa attività del nostro paese importantissima e fondamentale per il futuro di tutti. Te lo consiglio, a te che lavori anche con i bambini, che per loro potresti essere quello che nel film era "il pifferaio magico"... Ti lascio il link con il trailer e ti auguro di trovarlo presto in circolazione.