giovedì 10 settembre 2009
Foto da Oslo
giovedì 3 settembre 2009
Perché scegliamo chi ci farà del male?
venerdì 28 agosto 2009
piccoli aggiornamenti


sabato 25 luglio 2009
Savonlinna
mercoledì 15 luglio 2009
E' un maschietto!
venerdì 3 luglio 2009
Sono isterica
lunedì 29 giugno 2009
Finlandia!

È sicuro: andrò in Finlandia con il Teatro per la tournée, a fine luglio, sono contentissima e non vedo l'ora di visitare questo paese così diverso.
martedì 23 giugno 2009
Paolo Barnard
lunedì 22 giugno 2009
Ci ha pensato Battiato...
lunedì 15 giugno 2009
Duino, ancora...

Quanti posti sono davvero casa? Quante volte capita che il solo guardarti intorno e respirare quell'aria lì abbiano il potere di renderti intensamente felice, di una felicità che non viene mediata da alcun pensiero razionale eppure c'è, forte e sicura?
mercoledì 10 giugno 2009
Le mie personali considerazioni sulle elezioni europee
venerdì 5 giugno 2009
mercoledì 27 maggio 2009
Leggere in pubblico: che avventura!
All'inizio ero un po' tesa, poi col passare dei minuti mi sono sciolta e sono entrata "nella parte". Alla fine abbiamo ricevuto molti complimenti e siamo passate per essere una coppia affiatata (a volte, è vero, è sufficiente che ci sia un'intesa forte tra le persone e le cose vengono da sè).
E' stata davvero un'esperienza emozionante, che tra l'altro ci ha caricate e ci ha fatto venire voglia di fare altre cose...magari, chissà, anche qualche cosa per i bambini. Da qui la mia richiesta sulla favola del pesciolino... ;-)
sabato 23 maggio 2009
Ieri a teatro

Un'altra giornata che ripaga di tutto.
giovedì 14 maggio 2009
Messaggio al Premier. Clandestini, nigeriani, neri e per giunta arrivati con il barcone, hanno fatto giustizia a Palermo
Non lo ha ricordato nessuno, è sfuggito anche alle agenzie ed alle testate più attente, eppure avrebbe meritato la prima pagina. E il giorno dopo una puntata di Porta a Porta, o Matrix, magari Ballarò, a scelta. Invece niente.
Due “delinquenti” di pelle scura, nigeriani e clandestini, hanno assicurato alla giustizia un energumeno che alla biglietteria della stazione centrale di Palermo aveva ridotto in fin di vita a martellate una coppia di anziani.
Non fosse stato per la legge premiale a favore dei collaboratori di giustizia – quando l’hanno approvata di certo non pensarono ai clandestini - Kennedy Anetor, 25 anni, e John Paul, 18 anni, sbarcati a Lampedusa nel novembre scorso, sarebbero stati processati, condannati e, probabilmente sarebbero finiti in galera. La Polizia ha invece chiesto il permesso di soggiorno per entrambi al Questore di Palermo.
I due nigeriani non lo sanno ma hanno inviato uno straordinario messaggio al capo del governo della nazione in cui sono sbarcati con il loro barcone. Non solo nel loro barcone non c’erano delinquenti assoldati dalle organizzazioni criminali per invadere l’Italia, come sostiene il Presidente del Consiglio con una tesi assai azzardata, ma c’erano due giovanotti che tengono in gran conto le regole, la legge e la giustizia. Più di quanto accada ad alcuni italiani.
Consideriamo con animo aperto e senza pregiudizi ciò che è accaduto.
I nigeriani avevano tutto da perdere nel farsi coinvolgere, avrebbero dovuto voltarsi dall’altra parte e darsela alle gambe. Perché? Sarebbe stato assai probabile che da lì a qualche minuto, dopo l’aggressione dell’energumeno, sarebbero arrivati i poliziotti.
Invece loro non si sono voltati dall’altra parte e avendo assistito alla violenza, hanno deciso di non fare scappare l’energumeno, l’hanno inseguito, gli sono saltati addosso, hanno lottato con lui fino a che l’hanno fermato e consegnato alla polizia ferroviaria.
Nessuno era intervenuto né durante le martellate né dopo. Nessuno aveva osato “immischiarsi”. Tanta gente aveva assistito alla terribile sequenza attonita e spaventata. I due presunti “delinquenti” – tali perché clandestini e ospiti di un barcone noleggiato dalle mafie africane – si sono immischiati quando si sono accorti di ciò che stava accadendo ed hanno corso gravi rischi pur di fare giustizia. Non con le loro mani, come accade talvolta dalle nostre parti, ma affidando il colpevole alle autorità di sicurezza. Avrebbero potuto essere colpiti dall’energumeno, avrebbero potuto essere fermati dai poliziotti dopo la “consegna”. A questo non hanno affatto pensato, ritenendo che fosse necessario fare ciò che era loro dovere.
Dovere di cittadini?
Sì, cittadini e non clandestini.
I clandestini non hanno questo dovere.
Ciò che è accaduto dopo, quando l’energumeno è stato caricato in una vettura della polizia, merita di essere raccontato.- Un gruppo piuttosto folto di buoni cittadini hanno cercato di raggiungere l’energumeno, hanno urlato e protestato. Fra loro ci sono quelli che hanno assisttito alla violenza senza muovere un dito?
Non lo sappiamo, ma potrebbe essere accaduto proprio questo. In ogni caso, è ininfluente. A Palermo una coppia di anziani è stata ridotta in fin di vita a martellate da un uomo violento senza alcun motivo senza che alcuno intervenisse. Ma quando il colpevole, Fabio Conti Tozzo, 39 anni, è stato ammanettato ce n’erano cento pronti a bastonarlo.
Un’ultima osservazione assai utile a nostro avviso.
Agire per assicurare alla giustizia un malvivente testimonia civiltà e cultura “alta”. Non si è mossi dall’istintivo bisogno di salvare qualcuno che corre pericolo, di salvare un essere umano – atto pur questo di straordinaria rilevanza – ma da un profondo bisogno di giustizia. Richiede cioè una abitudine a comportarsi in questo modo.
Ed ora interroghiamoci. Quanti di noi avrebbero fato altrettanto? Quanti si voltano dall’altra parte allorché assistono ad un crimine: una rapina, un furto, una violenza?
Ecco, nei barconi che portano i clandestini sulle nostre coste, ci sarà magari qualche delinquente – così come ce n’è nelle nostre navi passeggeri, ma ci sono anche giovanotti come i due nigeriani che potrebbero insegnare ad alcuni fra noi, che cosa è la giustizia e come va rispettata.
L’equazione clandestino uguale criminale è insensata, oltre che disumana. Con tutto il rispetto del Presidente del Consiglio che regala le sue verità un giorno sì ed uno no.
Infine un suggerimento aglio autori di un vergognoso test sul razzismo in Italia. Fra le domande come queste – che fate se vedete due neri che pisciano nel giardino della vostra città – aggiungetene anche un’altra: che fate se qualcuno sta prendendo a martellate due vecchietti e siete di pelle bianca?
(Articolo tratto da SiciliaInformazioni, http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/51743/messaggio-premier-clandestini-nigeriani-neri-giunta-arrivati-barcone-hanno-fatto-giustizia-palermo.htm)
mercoledì 22 aprile 2009
Duino
martedì 21 aprile 2009
Lieto annuncio!
venerdì 10 aprile 2009
Succede anche questo
Senza possibili commenti.
AGGREDITO E PICCHIATO SOVRINTENDENTE TEATRO MASSIMO DI PALERMO
(AGI) - Palermo, 10 apr. - Il sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, Antonio Cognata, e' stato aggredito e picchiato ieri sera davanti alla sua abitazione da uno sconosciuto che e' poi fuggito su una motocicletta guidata da un complice. Sul fatto indagano i carabinieri. Cognata e' stato attaccato alle spalle mentre si apprestava a rientrare a casa, in una traversa di via Dante. Ha subito la lussazione di una spalla e una sospetta frattura e all'ospedale di Villa Sofia e' stato giudicato guaribile in 30 giorni. Negli ultimi mesi al Teatro Massimo lavoratori e dirigenti si sono confrontati aspramente sull'organizzazione dell'ente lirico e recentemente sono stati decisi quindici licenziamenti dopo un'inchiesta su assegni familiari 'gonfiati'.
giovedì 9 aprile 2009
Terremoto in Abruzzo
L'Opera...scabrosa signora
Quindi pensare progetti educativi su questi temi è difficile, difficilissimo..., ma al tempo stesso ci permette di ridere e giocare su temi ben poco giocosi e che in genere non si sa come affrontare.
Ecco che quindi quest'ecatombe continua diventa quasi una scusa per un atteggiamento più leggero, più mondano, più scanzonato, davvero comune a Teatro fra le persone che ci lavorano e che credo in parte possa essere utile nel rapporto con le scuole.
In questi giorni dovrei scrivere un progetto per il prossimo anno e non so bene da dove iniziare.
Ecco l'origine di queste divagazioni. Vedremo.
Domani notte a Cagliari per la Pasqua e da martedì di nuovo al lavoro...
Tu cosa farai, mia cara roomie?
Baci
:-)
venerdì 3 aprile 2009
Il film della vita
Penso alla mia vita, a tutte le vite, come a un film, una pellicola che scorre e contiene tutto quello che si può provare. Un film sempre diverso e sempre uguale. Un film da osservare ben comodi, in poltrona, con lo sguardo sornione di un gatto che sembra guardare sempre appena più in là.
Se nelle mattina come questa fossi capace di staccarmi dalla mia rabbia e dal senso di impotenza per trovarmi su quella poltrona, forse andrebbe tutto meglio.
mercoledì 1 aprile 2009
Berlusconi riesce sempre a cavarsela
Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.
Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali.
Neo (Reeves) e Truman Burbank (Carrey) in The Matrix e The Truman Show si rendono conto che il loro intero ambiente vive secondo la sceneggiatura di un regista onnipotente. Però non vedono la loro sorpresa e preoccupazione al riguardo riflessa in alcun modo nella reazione delle persone che li circondano; tutti si comportano esattamente come se non succedesse niente di strano, o semplicemente non se ne rendono conto. Chi cerca di seguire e di capire la politica e la società in Italia inevitabilmente avrà la stessa esperienza.
martedì 31 marzo 2009
La felicità
mercoledì 25 marzo 2009
Creatività e uova di cioccolato
I started the collage-a-day project because I was feeling so consumed by my life with baby, and rather unable to focus any creative energy on myself. Whenever I tried to make something, it felt like I had to make something significant or important because time was so precious. But I started to think about Chris Ofili and a collection of gouaches that he had painted, to warm up and start his day in the studio. They were gorgeous and free and joyous, and I started thinking about making something every day, a little stress-free exercise to get myself more in the mind of a real artist. It's one of the best things I've ever done, and probably the closest I've ever felt to being a "real" artist. shiso mama
L'Italia vista dall'estero...e da vicino.
"In questo progresso scorsoio" di Andrea Zanzotto
venerdì 20 marzo 2009
Due chicche molto polemiche
mercoledì 18 marzo 2009
Pensiero
non basta una vita per avere accesso a tutta l'arte che vorremmo vedere, sentire, sperimentare...
non basta per quella di cui sappiamo e soprattutto non basta per quella che nemmeno sappiamo che esiste. e questo è bellissimo.
lunedì 16 marzo 2009
Terra madre
sabato abbiamo invitato un paio di coppie di amici con i relativi bambini per una bella pizzata in compagnia. Ho infornato pizze per due ore e sono state divorate da tutti, grandi e piccini, con gusto e appetito!! Sto scoprendo una grande soddisfazione nel cucinare, nel sperimentare cose nuove e soprattutto nel valorizzare alimenti locali e di stagione. Ieri sera ero distrutta e mi sono addormentata con le bambine credo intorno alle otto e mezzo...come uno zombie alle dieci meno un quarto me ne sono tornata nel mio letto e sono sprondata a a dormire come un ghiro (devo avere tanto di quel sonno arretrato...). Riccardo quando è venuto a letto ha inizato a parlarmi di Report (io ascoltavo e dormivo...sai, la vecchia arte di fare due cose contemporaneamente!) e questa mattina ho cercato una documentazione più dettagliata. La puntata era su Catania e il dissesto in cui è ridotta quella città. Ma non voglio parlare di Catania. Servizi come questo (ben vengano, è vero servizio pubbblico, che purtroppo sono rimasti in pochissimi a fare, e ad altissimo prezzo N.B. Una volta ho sentito che la Gabanelli è sommersa di querele, dice che la notte fa fatica a dormire perchè sa che se ne venisse accolta solo una rimarrebbe con le pezze al sedere...ma finora è lei che dai tribunali esce vincitrice e la sua professionalità è una garanzia). Comunque, dicevo, non voglio parlare di Catania perchè se ci penso notizie di tale calibro aumentano la mia rabbia verso le ingiustizie di questo paese, verso la diseguaglianza nord-sud, verso i favoritismi e i finanziamenti erogati da decenni con il pretesto del sottosviluppo, ed aumentano del pari, Roomi cara non scandalizzarti, un desiderio secessionista. E se non basterà la secessione, potremo zempre emigrare in Austria ;-)
Allora, la good news della serata, che è ciò che volevo poi alla fine condividere con te, è un progetto sull'alimentazione incentrato sul principio cheprevenire e’ meglio che curare. L’istituto Nazionale dei Tumori da anni lavora ad un progetto alimentare che aiuta non solo le persone ammalate ma anche la prevenzione. Il progetto “Diana”, ormai giunto alla quinta edizione, vede coinvolti chef di prim’ordine e nutrizionisti e sta per diventare anche un libro di ricette. Leggi un po' qui...
E dato che siamo in tema, visto che mi sembra di ricordare che ti piaceva il regista Ermanno Olmi, ti segnalo che a maggio uscirà il suo film-documentario "Terra Madre". E' stato da Fazio qualche tempo fa con Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food. Ha un modo di parlare che t'incanta...non perdiamoci il film...intanto ascolta qui.
Baci
mercoledì 11 marzo 2009
Ricetta del pane senza impasto
abbiamo trascorso un week end deliziosamente gastronomico…da un bel po’ di tempo io e Riccardo ci stiamo dedicando all’arte culinaria, con un preciso obiettivo: cucinare il più possibile da noi ciò che mangiamo, evitando piatti pronti, facendo attenzione all’origine dei prodotti che acquistiamo, ecc. Così abbiamo sperimentato tra le altre cose, la pasta fatta in casa, un risotto radicchio e scampi, una ricottina (venuta così-così). Andiamo a fare la spesa al Mercato del Contadino (un mercato dove i coltivatori vendono direttamente al consumatore, senza passare per i grossisti e i supermercati), dove tra l’altro troviamo anche alcuni produttori “biologici”. Abbiamo imparato a fare il pane in casa, scoprendo questo metodo che non contempla la voce “impastare”, che è velocissimo e facilissimo (ormai lo saprebbero fare anche le bambine). Siccome stiamo, come si dice, “divulgando il verbo”, ti scrivo la ricetta magica così se vuoi puoi provare a farlo anche tu.
Eccola:
500 g di farina 00 (meglio usare una farina di buona consistenza)
2,5 g di lievito di birra fresco (o 1 grammo di lievito di birra liofilizzato)
1-2 cucchiaini di sale
350 ml d’acqua
Sciogliere il lievito in un po’d’acqua (prendendola dai 350 ml). In una ciotola grande mescolare la farina col sale. Unire l’acqua e il lievito disciolto, mescolare velocemente con una forchetta. L’impasto è molto morbido e appiccicoso. Coprire la ciotola con un foglio di pellicola e lasciar lievitare l’impasto a temperatura ambiente (circa 20°C) almeno 12 ore.
Il giorno dopo l’impasto sarà aumentato di volume e apparirà come un blob molliccio e alveolato.
Rovesciare il blob su un piano abbondantemente infarinato. Spolverarlo con altra farina, quindi tirare quattro lembi di impasto e ripiegarli su se stessi.
Trasferire l’impasto o in una ciotola (che andrà coperta) o in un canovaccio (in cui l’impasto verrà arrotolato) e far proseguire la lievitazione per altre due ore.
Pre-riscaldare il forno a 230°C e mettervi dentro a riscaldare una pirofila dai bordi alti e col coperchio (tipo cuoci pollo; la pirofila può essere in qualsiasi materiale, alluminio, ghisa, pirex etc.). Sul fondo del forno mettere una pirofila piena d’acqua. In questo modo ci sarà la giusta umidità all’interno, perché la crosta del pane non venga troppo dura.
Rovesciare l’impasto nella pirofila bollente. Coprire col coperchio e infornare per circa 30-40 minuti sempre a 230°C. Rimuovere il coperchio e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.
Sfornare la pagnotta e lasciarla raffreddare prima di tagliarla.
sabato 7 marzo 2009
Modulo Austria-Germania
Sono emozionatissima ed euforica.
Non ho ancora capito bene perché, ma miracolosamente sono riuscita ad ottenere un appuntamento con la capa del settore educativo dei Berliner!!! Roomie, è una cosa incredibile.
Davvero mi viene difficile crederci. E poi a Salisburgo ho fissato un altro appuntamento con la sovrintendente del famosissimo Teatro delle marionette. Fra l'altro mi piace che in entrambi i casi ai vertici del "mio" settore, in due teatri importanti, si trovino delle donne.
Sarà una settimana molto intensa dalla quale mi aspetto molto.
Ci sentiamo al ritorno.
Take care
:-)
f
lunedì 2 marzo 2009
Vilipendio Tour di Sabina Guzzanti
Quella sera a teatro di cui ti parlavo è a suo tempo saltata a causa di un malore che ha colpito Ugo Pagliai, l'attore principale. Ma ci siamo rifatti venerdì scorso. Ci siamo rifatti con Sabina Guzzanti e il suo Vilipendio Tour. Non ho tempo per farti il link, ma ti consiglio una visita al suo sito, se non puoi vederla dal vivo. E' stata grande, pungente per non dire dissacrante, forte come messaggio. S0no uscita con l'impressione di essere stata afferrata per le spalle e scossa fortemente. Ha preso di mira tutti i politici del momento, di tutte le correnti e uno ad uno li ha massacrati. Con l'uso di video, collages, canzoni scritte da lei a ritmo di rap. Con un ritmo incalzante ha spiattelato alla platea una serie vomitevole di episodi di "alta politica" e "finanza" da cui emerge un desolante quadro dei nostri parlamentari, corrotti, nullafacenti, cocainomani e sessodipendenti. Premier in testa, ovviamente. In due parole: Sodoma e Gomorra. Berlusconi e la vicenda Carfagna sono stati oggetto di polemica, ancora una volta. Anche perchè dopo le sue esternazioni a Piazza Navona, la Guzzanti è stata accusata di tutto, e citata in tribunale per danni (ma non in sede penale, ha giustamente puntualizzato lei, perchè non si capisce proprio di quale reato si sia macchiata, la poveretta). In fondo, si è solo chiesta se in un paese normale sia giusto che una come la Carfagna sia nominata Ministro, delle Pari opportunità per giunta. Si è solo chiesta se in un paese normale è giusto che la Chiesa metta becco su tutte le questioni che si dibattono in Parlamento. Domande legittime. Io non ci trovo offesa alcuna. Sono loro ad offendere la mia dignità di essere umano pensante se la imbavagliano.
Uno spettacolo che mi è piaciuto molto, insomma, anche perchè a me piace molto il teatro di denuncia. Trovo che faccia molta presa sul pubblico, più di un libro, di un articolo sul giornale, più di un film. Certo, devi trovare degli animali da palcoscenico, come lo è Sabina Guzzanti, o Beppe Grillo, o Paolini, e forse non è facile. Forse non è facile neanche per loro esporsi così tanto.
Dietro l'attrice e il comico ho visto una Sabina per così dire...umana. Alla fine dello spettacolo ha detto queste parole, secondo me indice di una certa sensibilità: "Grazie. Grazie anche per aver comprato il biglietto in tempi così difficili". Uscendo dal Palazzetto non ho potuto fare a meno di pensare a quanto male sia messa l'Italia in questo momento storico. Con una crisi economico finanziaria di dimensione globale ci ritroviamo con una classe politica pusillanime, miope e, oltraggio tra gli oltraggi, spudoratamente godereccia.
Su Radio deejay questa mattina (erano le 9.20) Fabio Volo parlando di Berlusconi si è lasciato scappare la battuta:"Beh, a quest'ora si starà trombando una di quelle vallettine da piazzare poi in una soap opera...". Io vorrei sapere quanto a lungo acora gli italiani ridereanno a battute come questa. Finchè ti va bene, finchè hai un lavoro, un buon stipendio e non hai ancora visto in faccia la "Crisi", ti puoi pemettere di ridere. Ma dopo,molto probabilmente ti gireranno le scatole al pensiero che il primo ministro del tuo paese dimostri in questo modo la sua sollecitudine per il bene altrui. E allora magari arriverà anche qui il vento dell'est (vedi blog di Grillo) e ci troveremo a scendere il piazza a lanciare uova (se va bene) contro i nostri parlamentari.
venerdì 27 febbraio 2009
giovedì 26 febbraio 2009
che settimana...
sembrano passati anni dalle righe del post precedente. il professore con cui marco lavora all'università da tanti anni, che per noi è una persona di famiglia, che stimiamo, cui vogliamo bene, con cui abbiamo condiviso tanto, da domenica è in ospedale con una situazione disastrosa, tetra, senza speranza. basta dire che ieri gli hanno amputato una gamba, e che il tumore si è diffuso in ogni dove. abbiamo passato questi giorni angosciosi più in ospedale che a casa o in ufficio. e vediamo il dolore suo, e quello dei suoi cari, e non possiamo fare nulla. bisogna godersela la vita, berne il succo e sperimentarla in ogni direzione...sinché possiamo.
baci
sabato 21 febbraio 2009
Incontro
lunedì 16 febbraio 2009
Partendo dalla fine
partendo dal fondo del tuo messaggio devo dirti che non ho esperienza di circoli letterari, ma penso dovrebbe riuscirti abbastanza bene - pare che queste iniziative abbiano maggior successo nei piccoli centri. Come sai sono tutta dentro la progettazione culturale, quindi se hai bisogno di qualche consiglio su come organizzare e pensare la cosa... sono qui!
:-)
Riguardo al desiderio di aprirsi e di conoscere... mi sono sentita spesso sola negli ultimi anni. Perché ho accanto Marco e questo certo non è poco, ma talvolta vorrei avere intorno e vicini più amici. Mi percepisco fortunatissima e sono convinta di aver incontrato sulla mia strada tante persone straordinarie...l'unico non marginale problema è che queste persone si trovano in ogni dove, e fondamentalmente mi sono lontane. In realtà negli ultimi anni ho avuto tante occasioni di socializzazione concentrata, nel tempo e nello spazio di qualcosa di particolare che andavo vivendo - come con il corso all'Università di Trieste di qualche anno fa, alcune produzioni di spettacoli per bambini a Teatro, queste o quelle selezioni UWC, il corso CRPC che sto facendo ora e che tanto mi sta dando, sia per i colleghi corsisti che per i docenti. Mi verrebbe da dirti che forse oggi la condivisione di esperienze belle e profonde è una precondizione fondamentale per la scoperta di persone nuove... Mi viene in mente che quando mia sorella aspettava il suo primo figlio, Niccolò, frequentò un corso organizzato dal consultorio e lì trovò le amiche di pancia: conosciute in un momento fortemente emotivo e condiviso, a 12 anni di distanza alcune di queste donne la accompagnano ancora passo passo. Quindi chissà che il tuo circolo letterario non sia un'occasione di questo tipo, uhm.
Se fossi in te per prima cosa cercherei complicità e sostegno nella biblioteca locale, che può essere il luogo ideale in cui organizzare gli incontri. Sicuramente hai visto il film C'è posta per te con Meg Ryan e Tom Hanks, un must di ogni romanticona sulla faccia del pianeta... Ricordi le letture di favole che lei organizza per i bimbi nella sua piccola libreria? Da mamma potresti far nascere il circolo e iniziare a coinvolgere e contattare persone interessate proprio facendo incontri pomeridiani di lettura per bambini.
Poi mi ricordo una cosa che si faceva in un locale frequentato da universitari in quegli anni lontani in cui eravamo studentesse...
Appuntamento settimanale ad una certa ora, e ogni volta uno studente in prossimità di esame parlava della materia a tutti gli altri, fornendogli un'occasione di provarsi grazie al confronto con gli altri e anche creando un'occasione di multidisciplinarietà molto interessante. Pensa come una lezione di uno studente di architettura può incuriosire e interessare uno studente di medicina, e viceversa. C'è un patrimonio di conoscenze "di categoria", di disciplina, che può incuriosire molto. Chissà se qualcosa di simile si può fare fra adulti in un'occasione di confronto che ricrei quell'atmosfera di fiducia e di reciproco interesse. Ad esempio fissando uno stesso tema per un periodo di uno/due mesi, tema il più vasto possibile, si può chiedere a persone di diversa provenienza, studi, interessi, di raccontare il tema tramite le sue letture. Un po' come il Festival della Filosofia di Modena, che su un tema universale costruisce ogni anno un programma culturale articolatissimo, e un anno il tema era felicità, un altro anno fantasia, nel 2009 sarà comunità. Temi tanto vasti che ognuno può trovare i suoi punti d'aggancio.
Che pensi di tutto questo?
:-)
giovedì 12 febbraio 2009
Una qualche risposta, un po' aggrovigliata...
Sabato sera andrò a teatro dopo anni. Ti racconterò.
Su Eluana Englaro mi vengono da dire poche cose, perchè la mia piccolezza di pensiero mi impedisce di scandagliare il tema con la profondità e la competenza che richiederebbe.
Ho provato nausea nel sentire parlare i nostri esponenti politici, i quali non hanno la benchè minima autorità in materia, sono privi della statura morale necessaria per pronunciarsi su temi delicati come la vita e la morte e banalizzano questioni cruciali su cui invece è necessario, e lo sarà sempre più con il passare del tempo, un confronto, uno studio equilibrato e razionale, una risposta morale e di conseguenza guiridica.
Ho provato poi una grande, infinita pena per i genitori e la loro solitudine nell'affrontare il dolore. Sì, solitudine, perchè il vociare di questi giorni, lo scandire slogan infervorati senza aver acceso il cervello, non sono che rumore, rumore che allontana dalla vera riflessione che tutti dovremmo compiere. A quanta gente interessava veramente quella povera ragazza? In questi casi ho l'impressione che prevalga negli interventisti la vanità, il desiderio di voler mostrare che si scende in campo, ma è un prendere posizione che dura un attimo, il tempo della ribalta giornalistica, un niente in confronto con il tempo con cui si sono misurati, e si dovranno misurare, i genitori di Eluana. Se non si riesce (ed è quasi impossibile) mettersi nei panni degli altri, almeno non giudicare, almeno rimanere in silenzio.
Sai, a volte mi prende un'angoscia tale se penso alle mie bambine e al fatto che possa accadere loro qualcosa. La prospettazione della sofferenza sui nostri figli è insostenibile. Devo scacciare questi pensieri, mi devo sforzare di ragionare "impersonalmente". Pensare alla vità "in sè", al mistero della morte "in sè", senza collegarle a questo o a quell'essere vivente. E' più facile, c'è meno coinvolgimento emotivo, c'è il giusto distacco.
Ai prossimi pensieri, più allegri... ;-)
p.s. Tra varie idee che mi ronzano in testa da un bel po' di tempo c'è quella di fondare una sorta di circolo letterario. Tu ne hai esperienza? Hai qualche suggerimento da darmi?
martedì 10 febbraio 2009
riassunto dei giorni
Cara roomie, sono stata avara di confidenze in quest'ultimo periodo e il motivo è soprattutto uno, la stanchezza che provo in questo momento.
Il corso a Lecce prosegue bello ed entusiasmante, ma al ritorno il lavoro arretrato mi atterra e lavorare sei giorni su sette per almeno otto ore, e spesso di più, mi sfibra inesorabilmente. Non siamo fatti per lavorare tanto, me ne convinco ogni giorno di più, e continuo a sentirmi stretta, troppo stretta dentro la gabbia del lavoro dipendente: non ho alcuna difficoltà a capire come mai mio padre a quarant'anni suonati lasciò un posto ben retribuito all'Inail per dedicarsi alla libera professione e vivere squattrinato e pieno di preoccupazioni di lì innanzi. Ti ho raccontato il discorso che Marco sussurrava nel mio orecchio durante le lunghe silenziose ore sulla jeep in Tunisia, mentre fuori dal finestrino scorrevano paesaggi brulli, asinelli, vecchi e bambini? "Veniamo a vivere qui, senza più lavorare... Con 500 € a testa possiamo vivere dignitosamente, basta che mia madre mi ceda una delle sue case e tua madre faccia altrettanto... Viviamo con gli affitti e recuperiamo una dimensione nostra, lenta, ci godiamo il sole la natura e quanto ci circonda, e finalmente avremo il tempo di esplorare le nostre vocazioni artistiche... non vuoi anche tu scrivere, dipingere, scolpire? (ndf Sì, lo voglio, disperatamente, come fa a saperlo disgraziato millantatore?)" Le parole non erano proprio queste, ma il succo del miele che il serpente panciuto versava nel mio orecchio c'era tutto. Lasciamo stare. Sono anni che ad ogni viaggio metto in discussione tutta la mia vita e mi immagino zaino in spalla a cambiare tutto, tutto... chissà se persone dotate di maggior equilibrio riescono a non trasformare il viaggio in una sorta di benevolo processo al proprio stile di vita.
C'è stato molto teatro in questi ultimi mesi, fra Lecce e Tunisi e Palermo. Venerdì sera abbiamo assistito a "L'intervista" di Natalia Ginzburg, e mi è piaciuto tanto il testo, bravissimi gli attori... bello davvero. Continuiamo a sederci in palchi di proscenio, dai quali sembra di spiare non visti gli attori - attori che a volte si stupiscono di vederci di lì o addirittura si infastidiscono. Chissà perché oggi sembra che fare del buon teatro significhi necessariamente "sfidare" alcune convenzioni (a ben vedere, sempre quelle, ndf) e proporre riletture del testo che però a ben vedere sfruttano sempre le stesse cose, trasformando la presunta innovazione in qualcosa di ben più visto della messa in scena tradizionale, così come pensata dall'autore: e allora se in uno spettacolo vi sono due ruoli maschili molto forti, li si fa recitare... a due attrici, oppure si traduce in uno dei tanti dialetti del nostro paese, o si rappresenta tutto come se si fosse in un Giappone immaginario (ho appena visto un Amleto così!), oppure si aggiungono gratuite sequenze di nudo integrale. Sempre le stesse cose. Mi viene da dire: regista, se sei così bravo e innovativo, perché non metti in scena un testo tuo cui dare tutte le regole che tu scegli? Che ti hanno fatto di male Shakespeare, Ionesco, Pinter e tanti altri per meritarsi da te simili trattamenti?
Fine dello sfogo.
Erano anni che non andavo tanto a teatro...è bello e mi da molto. Sia la prosa che il "mio" teatro musicale, di cui negli ultimi tempi non ho perso uno spettacolo. Pensa come sono diventata brava, mi sono sorbita buona buona e (quasi) senza addormentarmi quattro ore wagneriane filate con il Lohengrin.
Oggi ti scrivo sul treno che da Foggia mi porta a Lecce: inizia domani il nostro quarto modulo. Il modulo precedente ha visto una successione di docenti spettacolari che mi hanno lasciato a bocca aperta. In particolare è venuto Andrea Maulini del Piccolo di Milano e mi ha travolto, con i suoi pregi e difetti... Ho provato un'umana vicinanza incredibile e anche lui, credo. Nel salutarci e scambiarci recapiti ci guardavamo un po' tristi. Direi che ci siamo annusati come canuzzi e ci siamo piaciuti, è stata una cosa molto forte e anche un po' destabilizzante.
Stavolta cambiamo casa, io e la mia "famiglia di Lecce" composta da Giuseppe, Simona ed Antonella, ci spostiamo in un'altra dimora splendida del centro storico barocco. E al mio spirito nomade anche questo piace.
Spero di poter vedere presto il documentario che mi hai consigliato.
E tu come stai, roomie?
:-)
ps Nota con quanto buon gusto non ho parlato delle polemiche che ci avvelenano la vita in questi giorni, non del decreto sicurezza con le sue leggi razziali ne' dell'abominevole strumentalizzazione del dolore vero e profondo di due genitori lucidi, onesti, splendidi. A chi ha detto che Eluana potrebbe avere un figlio, e a quell'altro che si è detto disponibile a portarla nella nostra regione, ospitarla e andare a trovarla tutte le mattine (questo è purtroppo il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo), consapevole del fatto che non si augura il male a nessuno, non posso comunque che prospettare situazioni drammatiche vissute sulla pelle e al più presto, per recuperare il rispetto e la dignità della parola.
martedì 27 gennaio 2009
L'amore che non scordo
ieri sera ho vinto la mia voglia di andarmene a leggere sotto le coperte e farmi una bella dormita ristoratrice dopo le ultime nottate insonni causa raffreddori-tossi-incubi notturni delle mie piccole, e sono uscita a vedere un film documentario bellissimo. La proiezione era organizzata da una neonata associazione femminile di Conegliano, "Sguardi di donne", che qualche mese fa aveva presentato un altro bel documentario sulle donne, di Alina Marazzi, "Vogliamo anche le rose". Il film di ieri si intitola "L'amore che non scordo. Storie di comuni maestre". Si tratta di un viaggio in 4 scuole elementari italiane, a Milano, Bologna e Roma. Quattro diversi insegnanti, comuni, con i visi che hanno tutte le maestre del nostro paese, vestite come si vestono tutte (o qausi) le maestre italiane, animate dalla passione per il loro lavoro, volto a trasmettere ai più piccoli il desiderio dell'apprendimento, le capacità per farlo, i valori della solidarietà, dello stare insieme accettandosi l'un l'altro e della democrazia. Ne è venuta fuori una scuola eccellente, una scuola dove il bambino che c'è in noi avrebbe tanta tanta voglia di tornare...Una scuola che tanti, non solo so se a torto o a ragione, vedono minacciata dalla riforma Gelmini che ripristinerà il maestro unico e taglierà tanti fondi e risorse a questa attività del nostro paese importantissima e fondamentale per il futuro di tutti. Te lo consiglio, a te che lavori anche con i bambini, che per loro potresti essere quello che nel film era "il pifferaio magico"... Ti lascio il link con il trailer e ti auguro di trovarlo presto in circolazione.











