martedì 31 marzo 2009

La felicità

Fioriscono convegni sul tema della felicità. La gente evidentemente ha bisogno di sentirselo dire dagli esperti che cos'è la felicità. Ha bisogno di farsi spiegare come raggiungerla, quasi fosse un obiettivo da mettere nel bilancio della propria vita. Certo, è auspicabile da chiunque, è anzi legittimo ricercarla...ma, mi chiedo, davvero è possibile raggiungerla con ricette preconfezionate? E' davvero sufficiente applicare un metodo per raggiungere quella tanto agognata condizione?
Non lo so, io credo che la felicità esista e sia tuttavia inafferrabile. Ti sorprendi ad essere felice quando meno te lo aspetti, qaundo meno sei concentrata in quella ricerca... A me capita, ad esempio, di guardare le mie bambine correre nel nostro giardino, spensierate e piene di gioia... La loro vista mi rende felice, immensamente felice. Mi soffermo a pensarci e realizzo di essere felice. Magari è solo per qualche istante, ma è sublime. Con ciò non voglio dire che per il resto del tempo io non sia felice, no, tutt'altro, è solo che il momento in cui ti rendi conto di esserlo è un istante, un lampo.
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Carlamaria prima di salire in macchina, nelle ultime giornate di sole che hanno preceduto la pioggia noiosa e bigia di questi giorni, voleva a tutti i costi salutare i fiori del suo giardino. Li guarda con così tanta grazia ed affetto che ci si affeziona. Nel partire si preoccupa che i fiori rimangano da soli. "'Toli no?" (trad. "Soli no?", ovvero, "Non rimangono da soli vero mamma?"). Io la tranquillizzo dicendole che sono talmente tanti i non tiscordar di me, le pratoline, le violette, che insieme certamente si fanno tanta bella compagnia. Alla fine sembra convinta, ma le mie spiegazioni non le impediscono di attuare il suo proposito: mandare un bacino leggero a tutti i suoi fiorellini.
:-)

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