Qualche giorno fa abbiamo scoperto un distributore di latte crudo aperto da poco a Conegliano. Ci sono andata con le bambine e l'abbiamo assagiato...è buonissimo!! Altro che il latte del supermercato...sembra un altro alimento.
Nel messaggio che ti ho mandato il giorno della Befana ti dicevo che mi sto cimentando nell'arte del pane fatto in casa. Dopo tre tentativi falliti devo dire che il risultato sta piano piano migliorando..;-)
Comunque questo breve post solo per dire che quando provi a gustare un cibo naturale senti eccome la differenza e purtroppo è un'esperienza sempre più rara che ci viene concessa. Il mercato alimentare è diventato una vera schifezza. Ti lascio un link sul latte crudo e la disinformazione che lo circonda.
http://www.beppegrillo.it/2008/12/clicca_limmagin_1/index.html
Baci
mercoledì 7 gennaio 2009
Questa volta ti dò un compito per casa...
Cara Roomie,
meno male che ci sei tu a viaggiare e a riempire il blog di foto e atmosfere esotiche, ad allargare orizzonti, a scoprire nuovi luoghi,... Per noi è un periodo molto sedentario. L'anno scorso abbiamo trascorso il capodanno a Napoli da amici e non lo scorderemo per il resto della nostra vita. E non lo scorderà neppure Sofia, che non perde occasione per ricordarci che quel viaggio in treno è stato per lei lunghissimo (8 ore all'andata e poco meno al ritorno) ed era sempre tanto, tanto stanca. Dobbiamo trovare il modo per farla riappacificare con il mezzo di trasporto "treno"... ;-)
Oltre al viaggio, comunque,a peggiorare la nostra situazione (ti rammento solo che Sofia aveva 2 anni e mezzo e Carlamaria 1 e mezzo...a ripensarci mi dico che siamo stati dei pazzi!) ci si è messa anche una gastroenterite pazzesca che dopo le bambine ha contagiato anche me, facendomi vomitare tutto il cenone campano e mettendomi ko per almeno una settimana.
Insomma, viaggiare nella stagione invernale con due bambine al seguito può essere catastrofico, anche per chi ti ospita (i nostri amici hanno subìto anche loro il contagio e per un mese, a turno, ciascun membro della famiglia ha molto "valorizzato" il bagno della nuova casa).
Così quest'anno, memori dell'esperienza passata, ci siamo detti: questo Natale e capodanno si rimane a casa, niente colpi di testa. E finora c'è andata bene. Siamo andati in Cansiglio (un monte a 40 minuti da casa) a slittare visto che è venuta abbastanza neve e ci siamo divertiti molto. Le bambine hanno iniziato a scendere con lo slittino da sole, anche Carlamaria che pur essendo piccolina è una spericolata n. 1!
Oggi di nuovo in ufficio, Sofia è tornata alla scuola materna e Carlamaria dalla nonna.
Sai, ti volevo chiedere una cosa. Sono anni che stai con Marco ed è un bel po' che ci sentiamo con una certa assiduità, eppure non mi hai mai raccontato come voi due vi siete conosciuti. Ti va di farlo ora? ;-)
Eh, eh,...ti dò i compiti per casa...:-)
meno male che ci sei tu a viaggiare e a riempire il blog di foto e atmosfere esotiche, ad allargare orizzonti, a scoprire nuovi luoghi,... Per noi è un periodo molto sedentario. L'anno scorso abbiamo trascorso il capodanno a Napoli da amici e non lo scorderemo per il resto della nostra vita. E non lo scorderà neppure Sofia, che non perde occasione per ricordarci che quel viaggio in treno è stato per lei lunghissimo (8 ore all'andata e poco meno al ritorno) ed era sempre tanto, tanto stanca. Dobbiamo trovare il modo per farla riappacificare con il mezzo di trasporto "treno"... ;-)
Oltre al viaggio, comunque,a peggiorare la nostra situazione (ti rammento solo che Sofia aveva 2 anni e mezzo e Carlamaria 1 e mezzo...a ripensarci mi dico che siamo stati dei pazzi!) ci si è messa anche una gastroenterite pazzesca che dopo le bambine ha contagiato anche me, facendomi vomitare tutto il cenone campano e mettendomi ko per almeno una settimana.
Insomma, viaggiare nella stagione invernale con due bambine al seguito può essere catastrofico, anche per chi ti ospita (i nostri amici hanno subìto anche loro il contagio e per un mese, a turno, ciascun membro della famiglia ha molto "valorizzato" il bagno della nuova casa).
Così quest'anno, memori dell'esperienza passata, ci siamo detti: questo Natale e capodanno si rimane a casa, niente colpi di testa. E finora c'è andata bene. Siamo andati in Cansiglio (un monte a 40 minuti da casa) a slittare visto che è venuta abbastanza neve e ci siamo divertiti molto. Le bambine hanno iniziato a scendere con lo slittino da sole, anche Carlamaria che pur essendo piccolina è una spericolata n. 1!
Oggi di nuovo in ufficio, Sofia è tornata alla scuola materna e Carlamaria dalla nonna.
Sai, ti volevo chiedere una cosa. Sono anni che stai con Marco ed è un bel po' che ci sentiamo con una certa assiduità, eppure non mi hai mai raccontato come voi due vi siete conosciuti. Ti va di farlo ora? ;-)
Eh, eh,...ti dò i compiti per casa...:-)
domenica 4 gennaio 2009
Sensazioni di viaggio - la Tunisia
Basta fare un viaggio anche piccolissimo per tornare con tante idee per la testa - se non altro perché gli occhi vedono qualcosa di diverso dal solito e il cuore e il cervello si interrogano sulle differenze.
Quando il mio primo anno a Duino ho avuto per compagna di stanza, all'inizio, Sophie, mi sembrava venisse da un mondo lontanissimo - ma fra Tunisi e Cagliari c'è una distanza irrisoria...Milano o Bologna sono ben più lontane. E dopo dieci anni a Palermo, città fortemente araba in tanti sensi positivi e negativi, la Tunisia mi ha dato soprattutto una grande familiarità, un senso di casa. Una casa forse più rurale, con asini e capre per le strade, ma sempre casa.
Certo lo stesso non sarebbe per te, mia nordica roomie... per te ci vorrebbe un passo intermedio, che so, Palermo?
;-)
È un paese la cui sopravvivenza oggi dipende fortemente dal turismo e che il turismo ha deciso di prenderlo sul serio. Il che significa che molti posti hanno perso il loro spirito originario e sono oggi non-luoghi che potrebbero essere ovunque nel mondo, con i loro hotel a quattro e cinque stelle, i negozi di souvenir e i giri telecomandati in cui turisti ammaestrati seguono tutti gli stessi identici percorsi. Eppure il paese resta rurale e agricolo, molto genuino e autentico non appena si lasciano le vie tracciate, con possibilità quasi avventurose di contatto con una società diversa, senza però i pericoli e le difficoltà che si avrebbero in Egitto o in un paese musulmano più chiuso e osservante. Spiagge e deserto, resti romani meglio conservati dei nostri e cultura araba, ma anche cultura francese, la Tunisia è davvero uno strano mix di tutte queste cose e nei nostri pochi giorni l'abbiamo constatato più volte. Abbiamo girato il paese in lungo e in largo percorrendo oltre 2000 km fra autostrade e minuscole strade locali e mi è rimasta addosso una forte sensazione visiva dei luoghi (e olfattiva...mamma mia che arcaiche botte di tanfo qui e là!).
Mi è piaciuta moltissima la città santa per l'Islam di Kairouan, con i suoi vicoli e le sue moschee dall'atmosfera sognante, dove si fanno dei dolcini, i makroud, che credo siano i più buoni dell'universo-mondo. Inutile parlare del fascino del deserto, quando anche le ultime piantine grasse svaniscono, il primo gennaio ci sono 30 gradi e intorno a te tutti sembrano fascinosi touareg di blu vestiti, il silenzio si fa irreale e la sabbia fina ti circonda. Non abbiamo potuto esimerci dal rituale giro sul dromedario e mi sono divertita moltissimo a salire su questi animali mansueti d'intelligenza palese, il cui ancheggiare ha un che d'ipnotico...mi sono goduta la morbidezza del pelo a contatto con le gambe, lo sguardo dalle lunghe ciglia e anche i versi strani che gli uscivano di bocca.
Mi sono persa nelle migliaia di palme delle oasi, incantata davanti alla fonte di calde acque termali delle oasi di montagna e stupefatta all'interno del Colosseo di El Jem (sarà poco patriottico ma mi è sembrato abbondantemente migliore di quello romano).

Poi ho tenuto sul braccio un falco addestrato, mangiato un dattero appena colto dalla palma, fatto una levataccia per vedere l'alba sul deserto - e ne è valsa la pena perché l'atmosfera era incredibile. Fra un té alla menta coi pinoli, le rovine di Cartagine, il teatro a Tunisi la notte di Capodanno, il Museo del Bardo coi suoi mosaici strepitosi e una visita all'enorme Medina di Tunisi (questa sì davvero sconsigliabile ai turisti, certe facce da galera che lasciamo perdere...ma a me ricordava troppo Palermo per avere davvero paura) sono passati rapidi i nostri giorni. Come dopo ogni viaggio (o quasi) mi resta addosso la voglia di tornare, di esplorare, di rivedere... e se vorrete andare in Tunisia, sappi che ho una valigia piena di buoni consigli.
Speriamo sì che il 2009 porti buone cose, uhm.
Ti abbraccio fortissssssssimo
f
Quando il mio primo anno a Duino ho avuto per compagna di stanza, all'inizio, Sophie, mi sembrava venisse da un mondo lontanissimo - ma fra Tunisi e Cagliari c'è una distanza irrisoria...Milano o Bologna sono ben più lontane. E dopo dieci anni a Palermo, città fortemente araba in tanti sensi positivi e negativi, la Tunisia mi ha dato soprattutto una grande familiarità, un senso di casa. Una casa forse più rurale, con asini e capre per le strade, ma sempre casa.
Certo lo stesso non sarebbe per te, mia nordica roomie... per te ci vorrebbe un passo intermedio, che so, Palermo?
;-)
È un paese la cui sopravvivenza oggi dipende fortemente dal turismo e che il turismo ha deciso di prenderlo sul serio. Il che significa che molti posti hanno perso il loro spirito originario e sono oggi non-luoghi che potrebbero essere ovunque nel mondo, con i loro hotel a quattro e cinque stelle, i negozi di souvenir e i giri telecomandati in cui turisti ammaestrati seguono tutti gli stessi identici percorsi. Eppure il paese resta rurale e agricolo, molto genuino e autentico non appena si lasciano le vie tracciate, con possibilità quasi avventurose di contatto con una società diversa, senza però i pericoli e le difficoltà che si avrebbero in Egitto o in un paese musulmano più chiuso e osservante. Spiagge e deserto, resti romani meglio conservati dei nostri e cultura araba, ma anche cultura francese, la Tunisia è davvero uno strano mix di tutte queste cose e nei nostri pochi giorni l'abbiamo constatato più volte. Abbiamo girato il paese in lungo e in largo percorrendo oltre 2000 km fra autostrade e minuscole strade locali e mi è rimasta addosso una forte sensazione visiva dei luoghi (e olfattiva...mamma mia che arcaiche botte di tanfo qui e là!).
Mi è piaciuta moltissima la città santa per l'Islam di Kairouan, con i suoi vicoli e le sue moschee dall'atmosfera sognante, dove si fanno dei dolcini, i makroud, che credo siano i più buoni dell'universo-mondo. Inutile parlare del fascino del deserto, quando anche le ultime piantine grasse svaniscono, il primo gennaio ci sono 30 gradi e intorno a te tutti sembrano fascinosi touareg di blu vestiti, il silenzio si fa irreale e la sabbia fina ti circonda. Non abbiamo potuto esimerci dal rituale giro sul dromedario e mi sono divertita moltissimo a salire su questi animali mansueti d'intelligenza palese, il cui ancheggiare ha un che d'ipnotico...mi sono goduta la morbidezza del pelo a contatto con le gambe, lo sguardo dalle lunghe ciglia e anche i versi strani che gli uscivano di bocca.Mi sono persa nelle migliaia di palme delle oasi, incantata davanti alla fonte di calde acque termali delle oasi di montagna e stupefatta all'interno del Colosseo di El Jem (sarà poco patriottico ma mi è sembrato abbondantemente migliore di quello romano).

Poi ho tenuto sul braccio un falco addestrato, mangiato un dattero appena colto dalla palma, fatto una levataccia per vedere l'alba sul deserto - e ne è valsa la pena perché l'atmosfera era incredibile. Fra un té alla menta coi pinoli, le rovine di Cartagine, il teatro a Tunisi la notte di Capodanno, il Museo del Bardo coi suoi mosaici strepitosi e una visita all'enorme Medina di Tunisi (questa sì davvero sconsigliabile ai turisti, certe facce da galera che lasciamo perdere...ma a me ricordava troppo Palermo per avere davvero paura) sono passati rapidi i nostri giorni. Come dopo ogni viaggio (o quasi) mi resta addosso la voglia di tornare, di esplorare, di rivedere... e se vorrete andare in Tunisia, sappi che ho una valigia piena di buoni consigli.
Speriamo sì che il 2009 porti buone cose, uhm.
Ti abbraccio fortissssssssimo
f
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