I started the collage-a-day project because I was feeling so consumed by my life with baby, and rather unable to focus any creative energy on myself. Whenever I tried to make something, it felt like I had to make something significant or important because time was so precious. But I started to think about Chris Ofili and a collection of gouaches that he had painted, to warm up and start his day in the studio. They were gorgeous and free and joyous, and I started thinking about making something every day, a little stress-free exercise to get myself more in the mind of a real artist. It's one of the best things I've ever done, and probably the closest I've ever felt to being a "real" artist. shiso mama
mercoledì 25 marzo 2009
Creatività e uova di cioccolato
Sulla creatività...nelle mie scorribande in rete mi è capitato di approdare a diversi siti di persone molto creative, che decidono di condividere questa loro passione e pubblicano perciò i loro lavori, siano essi di cucito, di maglia, di pittura, di bricolage, ecc. ad esempio questa pagina e i link cui rimanda mi hanno molto colpita: http://www.montag.it/comida/archives/004105.html
La nostra vita ha bisogno di nutrirsi d'arte. Non solo della grande Arte, quella con la A maiuscola per internderci, ma anche di un'arte più "domestica", più "quotidiana". Creare qualcosa con le proprie mani è bellissimo, e fonte di grande soddisfazione. Autoprodursi le cose di cui si ha bisogno (siano esse il cibo, gli abiti, i giochi, i mobili, ...) significa passare dalla passività del consumo all'attività della creazione, significa essere artisti e non artefatti, significa che le cose che possediamo sono uniche al mondo.
In questi mesi sto sperimentando, come ti ho già scritto, in cucina. La settimana scorsa ho acquistato uno stampo per realizzare a casa le uova di cioccolato. Il primo tentativo, (estremamente godurioso perchè assistere alla cioccolata che si fonde lentamente a bagnomaria è uno spettacolo per i sensi ;-) è purtroppo fallito perchè al momento di sgusciare l'uovo dallo stampo si sono formate delle crepe e si è rotto miseramente in pochi secondi. Il secondo tentativo invece è andato a buon fine, pur avendo le bambine intorno impazienti di mangiarsi la cioccolata e pur avendo portato a termine la fase del temperaggio del cioccolato in maniera alquanto approssimativa. Adesso non mi resta che ricimentarmi per le uova destinate al giorno di Pasqua e pensare alle sorprese da inserirci!
L'Italia vista dall'estero...e da vicino.
L'Italia vista dall'estero. Io me lo chiedo spesso, come ci vedono gli altri paesi. Qui puoi leggere un articolo pubblicato il 23 marzo 2009 su El Pais su Marco Travaglio. http://italiadallestero.info/archives/4217 Interessante...
Ho appreso che un collega amico si candiderà alle prossime elezioni del suo comune nella lista di Forza Italia. Non posso dire che questa persona sia "di casa", però certamente è stata nostra amica, tante cene assieme, feste di compleanno delle rispettive bambine, scherzosi scambi di battute...
Non ho timore a dire che ci rimango male quando apprendo tali notizie. In realtà, a pensarci bene, non è neppure un fulmine a ciel sereno. Non ne ho mai condiviso lo stile di vita, nè tante idee. Nessuna meraviglia, insomma. Eppure, eppure... è sempre desolante riconoscere come la scala di antivalori berlusconiana venga recepita senza batter ciglio, ed anzi si arrivi addirittura a scendere in campo per difenderne a spada tratta missione e valori.
E' una forma di arretratezza culturale, come dice Travaglio, che ha un target trasversale. Un virus malefico che può contagiare chiunque. Chiunque non abbia tanti forti e sani anticorpi...
Mi sento così impotente di fronte alla sicumera, all'arroganza, alla strafottenza, al non rispetto, all'ignoranza. Leggendo Zanzotto, nei passi in cui rievocava la Resistenza, mi veniva da pensare a quale nuovo tipo di resistenza avremmo bisogno oggi, nel 2009. A quali persone avremmo bisogno per guardare al futuro con vero ottimismo. Tra i politici non vedo nessuno. Tra gli intellettuali, tanti mi piacciono, ma non è il loro mestiere guidare i popoli. E allora?
Non mi rimane che pensare, fiduciosa, che la ginestra cresce comunque, a dispetto di tutto. O no?
"In questo progresso scorsoio" di Andrea Zanzotto
Ho da poco finito di leggere un libro intervista al poeta Andrea Zanzotto. Il titolo è la prima parte di un aforisma da lui recentemente creato: "In questo progresso scorsoio, non so se vengo ingoiato o ingoio". E' un libro denso, colto, ricchissimo di storie e citazioni personali, lucidamente critico nei confronti del Veneto di oggi, ma non solo, il suo sguardo spazia oltre, scandaglia i meccanismi della globalizzazione, le brutture del progresso, la deturpazione e lo sfregio della pianura padana, delle colline della sua Pieve di Soligo e del pianeta intero, la caduta del senso morale e la perdita di valori buoni.
Ho voluto trascrivere alcuni brani che mi hanno colpito. Sono solo poche righe, giusto un assaggio della sua "visione del mondo".
Sulle battaglie ecologiste:
"Faccio quello che posso, anche se le ultime oscillazioni della nostra politica avviliscono ogni speranza. le stesse persone che mostrano di essere sensibili a una salvaguardia della propria terra (salvaguardia intesa nel senso più lato), si affidano poi in massa a quella parte politica che nega visceralmente ogni forma di ecologia, a partire da quella morale, dietro il pretesto di inseguire una presunta modernità. Risultato: lo strepitoso successo di certi cambiamenti nominalistici, per esempio quello da Forza Italia a Popolo della Libertà, con uno slittamento continuo verso il peggio. E con un "teatro" che comporta scambi di visite tra presutni Grandi della Terra, con gli inviti in Sardegna del populista mediatico Berlusconi al neozar della Russia, Putin..incontri poi seguiti da infinite altre epifanie del genere. Un vero trionfo dell'assurdo."
Sulla perdita dello spirito di comunità:
"...il venir meno di una moralità consacrata, di certe tradizioni cristiane, chiamiamole di pratica religiosa. (...) Io intendo una cosa più terra terra: il declino del cattolicesimo applicato, che era come un codice genetico della vita di relazione. Prima, la pratica religiosa era appunto pratica religiosa, con le chiese gremite alle messe domenicali, affollatissime processioni, comunioni e confessioni nelle feste comandate. A un certo momento però è penetrato, almeno nel Veneto ma non soltanto qui, uno spirito nuovo e, come dire?, esterno. La gente non si sentiva più legata da alcuno spirito di comunità. E gli ex poveri, in parecchi casi rimasti indigenti culturalmente, si sono chiusi in sè stessi, concentrati solo a rincorrere il proprio riscatto e a fare quattrini. Con l'ambizine di metterne insieme una montagna, a qualunque prezzo. Parecchi industriali famosi hanno fatto fortuna grazie ad un trucco: all'inizio davano lavoro per conto terzi nelle case, per diminuirlo poco a poco fino ad annullare ogni partecipazione e a far diventare tutti loro dipendenti; infine hanno delocalizzato all'estero le fabbriche fino quasi ad azzerare la vecchia manodopera locale. Così si sono comortati molti "giganti" di questi posti, venuti dal nulla, come apparizioni. Vogliamo chiamarlo, il loro, spirito d'impresa fraterno e solidale? E' questo il capitalismo compassionevole?"
Sul viaggio:
" (...) Dopotutto esistono anche i viaggi immobili e mentali, il periplo dentro sè stessi, che può portarti dall'abisso dell'inferno al più alto dei paradisi".
Lévi Strauss: "Adieu sauvages, adieu voyages". perchè l'irrompere della grande uniformità sancisce la fine del vero viaggiatore.
Sulla poesia:
" Non credo che la poesia nasca necessariamente dal dolore e dalla frustrazione. Al contrario, come ho già spiegato, mi pare che essa sortisca dall'"entusiasmo" e dalla sovrabbondanza del senire. Ciò vale per tutte le arti: nella poesia, per di più, sono in gioco le pretese di una esplicitazione totale che sono proprie della parola. La poesia scaturisce da una meraviglia adorante per qualche cosa che, nella sua bellezza o sublimità, chiama insistentemente alla sua esaltazione. Anche Rilke pensava che il poeta fosse "qualcuno destinato ad esaltare". Questa celebrazione non è altro che l'indicazione della presenza degli déi, cioè delle forze fondanti della realtà."
Sull'amore:
"Quanto all'amore, qualunque sia la vera natura di questi tempi e qualunque sia la faglia di malignità che attraversa la natura, l'amore viene avanti, anche assumendo imprevedibili maschere, pertecipa sempre della grazia della ginestra che si ostina a fiorire sopra il vulcano".
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