E guardandosi intorno, guardandosi dentro, è abbastanza contenta di quello che vede, del suo micromondo.
In questo periodo legge libri sulla musica, ascolta grandi musicisti dell'800 e '900, strimpella al pianoforte, si interroga soprattutto su un punto: cosa posso studiare per essere più competente in campo musicale?
Come si può evolvere il mio lavoro a Teatro di qui in poi?
Francesca è serena e piena di pensieri. Bei pensieri.
:-)
(ora Francesca attende la seconda parte del tuo ben più impegnato post)
sabato 26 aprile 2008
giovedì 24 aprile 2008
Ma perchè Bossi non si mette in testa un bel copricapo indiano?
Carissimia Roomie,
Ieri sera c’è stata la riunione del direttivo del Partito Democratico di Santa Lucia. Siamo circa una dozzina, tra chi è navigato ormai da anni nella politica e chi, come me, è invece più fresca, anzi freschissima.
Ieri sera c’è stata la riunione del direttivo del Partito Democratico di Santa Lucia. Siamo circa una dozzina, tra chi è navigato ormai da anni nella politica e chi, come me, è invece più fresca, anzi freschissima.
L’ordine del giorno era discutere sull’esito delle recenti elezioni politiche. Ero molto curiosa di sentire le opinioni di queste persone, perchè se ne intendono di politica e , soprattutto, conoscono bene l'elettorato reale (che a me invece, sfugge...). Sai, anch’io, come te, a volte ho l’impressione di non avere affatto il polso della situazione (politica e sociale, intendo). E ciò perché tendo a circondarmi, a frequentare, a parlare e a discutere con persone della mia stessa estrazione sociale e del mio stesso livello culturale. Gente moderata, insomma, che mai si sognerebbe di dare il proprio voto a Berlusconi dopo le porcherie che ha fatto al governo (e non solo lì) e neppure alla Lega. E così tendo a pensare (o a sperare) che la maggioranza degli italiani la pensi come me e queste persone qui. Naturalmente dopo le elezioni vengo puntualmente smentita. Sono estremamente delusa dal pensiero che milioni di italiani siano così appiattiti culturalmente, abbiano il cervello se non spento, sintonizzato esclusivamente su determinate, pochissime, avvilenti frequenze. Anch’io mi chiedo dov’è finita l’intelligenza delle persone.
So che può sembrare snob affermare cose di questo genere, tuttavia è chiaro che chi risponde al richiamo dei due sopra menzionati partiti non può che accontentarsi di slogan, studiati a tavolino per semplificare e banalizzare una realtà che è invece estremamente complessa.
Se solo ci si soffermasse a riflettere sulla globalizzazione, sulla collusione delle mafie locali e internazionali, sui nuovi schiavi, sull’inquinamento, ecc. , come ci si può accontentare di una politica che si pone obbiettivi del tipo: via i clandestini, più sicurezza, aboliamo l’ICI, rialzati Italia, ecc.?
Ma lo sai che in un manifesto della Lega era rappresentato un capo indiano con il suo bel copricapo di piume e la scritta:
“Loro non hanno saputo regolare l’immigrazione.
Adesso vivono nelle riserve.”
?
Geniale. Geniale perché fa presa sulle paure ancestrali della gente, sull’ignoranza (dilangante), sul senso di insicurezza (spesso alimentata dai media, a suon di notizie di stupri, violene, omicidi, naturalmente compiuti quasi esclusivamente da extracomunitari), sulla tendenza all’immobilità di tante persone che in un mondo che corre si ostinano a stare ferme e sono interessate solo alla propria “carèga”.
O ai soldi. Perché un altro bel manifesto elettorale (sempre by Lega Nord) recitava:
“Meno tasse a Roma, più soldi in busta paga”.
Si (s)ragiona così, pensando che i problemi del nostro Paese (non mi azzardo a dire del mondo perché a questa gente del mondo non credo importi poi quel gran che) possano essere risolti con qualche addizione e qualche sottrazione. Se si deve governare secondo questi parametri, sotto queste direttive, per queste aspettative, beh, allora non so se ne valga effettivamente la pena. Preferisco appartenere all’elite pensante…
(fine prima parte)
mercoledì 23 aprile 2008
Mare in tempesta
Ieri è stata una giornata da dimenticare.
Di quelle in cui ti accorgi crudamente che dentro di te abita un animale cattivo, che impersona tutti i tuoi peggiori istinti. Vedevo tutto nero. La mia vita, le mie figlie, il mio matrimonio, il mio lavoro, il mio studio. Tutto pareva non avere un senso. Tutto pareva venire cancellato da un’ondata di rabbia verso me stessa. Un’ondata di melma nera e catramosa che mi invadeva corpo e anima e finiva per annientare ogni cosa, per soffocare ogni più flebile tentativo di resistenza da parte mia. Qualcosa aveva fatto risvegliare una belva dentro di me, quella belva che sonnecchia la maggior parte del tempo, oppure, più realisticamente, rosicchia, rosicchia in continuazione, impedendomi la serenità, rovinandomi il riposo, guastandomi le gioie. E cosa ancor peggiore, non ero in grado di esercitare il minimo controllo su queste mie emozioni distruttive. Lasciavo che straripassero all’esterno, incurante dei danni che avrebbero provocato a chi, di tutto ciò, non ha nessuna colpa. Così mi sono lasciata sorprendere dallo sguardo di Sofia mentre inveivo come un’ossessa contro Riccardo o, più semplicemente, contro me stessa. Come può lei capire? Che mezzi ha per comprendere uno sfogo di rabbia della propria madre? Forse registrerà questo momento nella sua mente di bambina, registrerà nella memoria le smorfie del mio viso, il timbro alterato della mia voce, incrinata dalla rabbia, qualche mozzicone di frase per lei priva di significato. Nient’altro, per ora. Forse un giorno riuscirà a darsene una spiegazione, come del resto ho cercato di fare io, una volta adulta, con le scenate che faceva mia madre.
E’ orribile pensare che fai tutto questo alle persone che dovresti amare di più al mondo, alle figlie che hai messo al mondo e a cui dovresti dare sempre il meglio di te stessa. E ti senti, inevitabilmente, una cattiva, una cattivissima madre.
Cerchi di rimediare, leggi loro un libro con enfasi e partecipazione, prepari una merenda, cerchi di essere affettuosa nel cambiarle, nel dar loro da mangiare, nel portarle a letto. Pensi che quei gesti di affetto "tardivo" sono solo delle pezze, messe lì a coprire quel tuo dolore, quella tua verità di cui è bene non se ne accorgano.
Poi il giorno dopo, dopo aver dormito malissimo perché sei stata sveglia praticamente ogni ora a causa della tosse di una di loro, pensi che la stanchezza gioca veramente brutti scherzi. Ti dici che è dura per tutti i genitori e non solo per chi lo è, che il destino è quello che ci creiamo con le azioni di ogni giorno, che puoi recuperare, che non devi fare confronti con gli altri, che non ti devi far paralizzare dai brutti pensieri. Che un giorno vedrai i risultati di tutti i tuoi sforzi di oggi.
E’ orribile pensare che fai tutto questo alle persone che dovresti amare di più al mondo, alle figlie che hai messo al mondo e a cui dovresti dare sempre il meglio di te stessa. E ti senti, inevitabilmente, una cattiva, una cattivissima madre.
Cerchi di rimediare, leggi loro un libro con enfasi e partecipazione, prepari una merenda, cerchi di essere affettuosa nel cambiarle, nel dar loro da mangiare, nel portarle a letto. Pensi che quei gesti di affetto "tardivo" sono solo delle pezze, messe lì a coprire quel tuo dolore, quella tua verità di cui è bene non se ne accorgano.
Poi il giorno dopo, dopo aver dormito malissimo perché sei stata sveglia praticamente ogni ora a causa della tosse di una di loro, pensi che la stanchezza gioca veramente brutti scherzi. Ti dici che è dura per tutti i genitori e non solo per chi lo è, che il destino è quello che ci creiamo con le azioni di ogni giorno, che puoi recuperare, che non devi fare confronti con gli altri, che non ti devi far paralizzare dai brutti pensieri. Che un giorno vedrai i risultati di tutti i tuoi sforzi di oggi.
Magre consolazioni. Adesso ho solo un gran mal di testa.
Volevo scriverti anch’io delle elezioni politiche, dell’ambiente, di Report e delle inchieste sul cibo inquinato, temi che ultimamente mi interessano, ma come vedi, ho ceduto al personale. E’ che a volte hai bisogno di dar voce a quello che senti più dentro.
E’ un’urgenza che non puoi posticipare.
E’ un modo per darsi un po’ di pace.
Per alzare bandiera bianca.
Per chiedere una tregua.
Forse fra qualche tempo cancellerò questo post.
Volevo scriverti anch’io delle elezioni politiche, dell’ambiente, di Report e delle inchieste sul cibo inquinato, temi che ultimamente mi interessano, ma come vedi, ho ceduto al personale. E’ che a volte hai bisogno di dar voce a quello che senti più dentro.
E’ un’urgenza che non puoi posticipare.
E’ un modo per darsi un po’ di pace.
Per alzare bandiera bianca.
Per chiedere una tregua.
Forse fra qualche tempo cancellerò questo post.
martedì 22 aprile 2008
Un primo pomeriggio a Palermo
Primo pomeriggio, in un quartiere popolare di Palermo.
Marco è dal medico per una ricetta e io lo aspetto in macchina, sonnacchiosa.
Arrivano madre e figlia, 40 e 20 anni, truccatissime, volgari, davvero sgradevoli a vedersi...
Salgono in macchina, mentre la figlia urla frasi incomprensibili in palermitano stretto la madre contemporaneamente fuma, parla al cellulare e si dedica ad una fantasiosa marcia indietro. Le guardo e le odio.
Dopo un attimo, un tonfo sonoro BUM!
Mi giro e vedo che in mezzo all'incrocio la madre multitasking ha preso in pieno due ragazzi su un motorino...
Loro hanno il casco, vestono abiti impolverati, da lavoro, ed educatamente uno dei due dice alla signora: "non ci ha visto?", mentre l'altro si tiene un ginocchio che, è palese, gli fa molto male. La signora inveisce, si difende (ma con che coraggio?!) e attacca al tempo stesso.
Io sono già pronta ad attaccare a mia volta, mi segno il numero di targa e sto per scendere e offrire ai ragazzi i miei dati come testimone.
Come spesso succede a Palermo, dopo trenta secondi e senza motivo apparente la situazione incandescente si è ricomposta: i ragazzi dicono "Tutto a posto", la signora sorride e si scusa e riparte sgommando. Continuo a guardare inebetita con la sensazione di non aver capito nulla, dopo un attimo il primo ragazzo dice al secondo "meno male, 'un si fici ninti 'u muturi" (il motorino non si è fatto niente, è intatto) e il secondo, sorridendo, smette di zoppicare e mostra di aver finto sino a quel momento. Felici e contenti anche loro ripartono.
Mie considerazioni:
- Pirandello non ha fatto altro che raccontare ciò che ogni giorno gli stava sotto gli occhi
- È chiaro che sono una disadattata.
Un abbraccio, roomie
:-))))
Marco è dal medico per una ricetta e io lo aspetto in macchina, sonnacchiosa.
Arrivano madre e figlia, 40 e 20 anni, truccatissime, volgari, davvero sgradevoli a vedersi...
Salgono in macchina, mentre la figlia urla frasi incomprensibili in palermitano stretto la madre contemporaneamente fuma, parla al cellulare e si dedica ad una fantasiosa marcia indietro. Le guardo e le odio.
Dopo un attimo, un tonfo sonoro BUM!
Mi giro e vedo che in mezzo all'incrocio la madre multitasking ha preso in pieno due ragazzi su un motorino...
Loro hanno il casco, vestono abiti impolverati, da lavoro, ed educatamente uno dei due dice alla signora: "non ci ha visto?", mentre l'altro si tiene un ginocchio che, è palese, gli fa molto male. La signora inveisce, si difende (ma con che coraggio?!) e attacca al tempo stesso.
Io sono già pronta ad attaccare a mia volta, mi segno il numero di targa e sto per scendere e offrire ai ragazzi i miei dati come testimone.
Come spesso succede a Palermo, dopo trenta secondi e senza motivo apparente la situazione incandescente si è ricomposta: i ragazzi dicono "Tutto a posto", la signora sorride e si scusa e riparte sgommando. Continuo a guardare inebetita con la sensazione di non aver capito nulla, dopo un attimo il primo ragazzo dice al secondo "meno male, 'un si fici ninti 'u muturi" (il motorino non si è fatto niente, è intatto) e il secondo, sorridendo, smette di zoppicare e mostra di aver finto sino a quel momento. Felici e contenti anche loro ripartono.
Mie considerazioni:
- Pirandello non ha fatto altro che raccontare ciò che ogni giorno gli stava sotto gli occhi
- È chiaro che sono una disadattata.
Un abbraccio, roomie
:-))))
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