mercoledì 24 dicembre 2008

Pensieri della vigilia (alcuni)

Recentemente abbiamo scovato una nuova rivista. "la voce del ribelle". Editore: Massimo Fini. Ho pensato di trascrivere alcuni passaggi di articoli contenuti nel n. 2, che mi hanno fatto riflettere sulla attuale crisi economica, sullo scenario politico, su un possibile "impegno".


Ci vuole un cambio di paradigma (Eduardo Zarelli - Professore di Storia e Filosofia Università di Bologna)

"(...) Vivere secondo le leggi di natura, significa porsi il problema di come non ferire la sensibile trama della vita che ci circonda, di come ridurre al minimo possibile l'impatto dovuto ai nostri consumi e ai nostri bisogni. Il compito primo di una cultura della decrescita consiste nello sposare la sobrietà dello stile di vita a una felicità cercata nella virtù, nella misura, nella sobrietà, in controtendenza alla dissoluzione della cultura dell'egoismo narcisitico, che fa della felicità un diritto, a discapito dei doveri dell'uomo nei confronti della natura e della comunità di cui è parte.
(...) Un uomo è invece libero quando ha in sè i principi del proprio agire: autodominio, semplicità, stile.
In tal senso, la dicotomia sinistra-destra risulta obsoleta. I porgrammi dei partiti o delle coalizioni elettorali sono indistinguibili. Il ceto politico confligge esclusivamente sui mezzi, invece che sui fini. La globalizzazione spinge inesorabilmente in direzione di questo adattamento tecnocratico-amministrativo delle politiche e della scomparsa di qualsiasi dibattito sui principi e sulle conseguenti finalità. Nell'indistinto culturale "pensiero unico", l'assuefazione dell'opinione pubblica ai meccanismi autoreferenziali del potere estremizza la disaffezione comunitaria, l'opportunismo, il clientelismo e la rassegnazione sociale.
Chi è libero e disinteressato, si muova in controtendenza: l'originalità è contagiosa. Tutto il resto è funzionale al meccano occidentale, e non si salverà".

Alla luce di queste e di altre riflessioni, ho deciso di lasciare il PD. Dovevo decidere se tesserarmi o meno, pena la decadenza dal direttivo comunale. Ho deciso di non prendere la tessera di un partito di cui, per tanti versi, non condivido l'agire. Ti confesso che da quando ha preso e comunciato questa mia scelta mis ento molto molto più leggera. E libera. E indipendente.

Ieri pomeriggio l'ho passato a fare gli acquisti natalizi. Ogni anno mi prometto di non ritrovarmi all'ultimo momento per non dover fare le cose di fretta, comprare cose inutili e magari poco adatte alle persone cui sono destinate. E ogni anno, immancabilmente, mi ritrovo a comprare i regale la vigilia o quasi..;-)
Comunque ho cercato di resistere alle sirene consumistiche ed ho regalao libri. Tra cui: Simonetta Agnello Hornby, avvocato italiano che vive e lavora a Londra e ha scritto una splendida trilogia di romanzi ambientati in Sicilia che se non hai letto lo devi fare assolutamente, e Due partite della Comencini.
Dopo l'affanno dell'esame, il burn out intellettuale che mi aveva colpito nelle settimane immediatamente successive, mi sto nuovamente e felicemente riscoprendo..assetata di libri.
Qualche consiglio?
Auguri di Buon Natale, Roomie cara. Un abbraccio anche a Marco e alla tua mamma.

Nota

Non so perchè il post di oggi è stato visualizzato come pubblicato il 17 dicembre...beh, fai un piccolo salto indietro per leggermi, Roomie,..Baci

lunedì 22 dicembre 2008

Sulla caducità della vita

Bellissima e struggente la poesia... Ce l'avevo in mente la settimana scorsa quando sono andata in ospedale a salutare mio zio Mario. Sapevo sarebbe stata l'ultima volta. Non era più tanto lucido, la morfina che gli sommistravano per non fargli sentire il dolore lo stava pian piano scollegando dal mondo. Tuttavia, ho cercato di mantenere la serenità nel parlargli, l'ho abbracciato, gli ho sorriso, come se presto sarebbe potuto tornare a casa.. Se n'è andato giovedì notte.
Non so se ci si abitua all'idea della morte, all'idea di perdere le persone care. Penso di no, ogni volta è una pugnalata al cuore. Vedevo negli occhi di mia zia e dei miei cugini il dolore che ho visto in mia suocera e in Riccardo a marzo. Il tempo lenirà la loro pena, troveranno consolazione in qualcuno o in qualcosa. Per chi ha il dono della fede forse è più facile accettare.
Ricordo che da bambina quando trascorrevo i fine settimana dai miei nonni a Scomigo, mia nonna Teresa portava sempre me e mia sorella ai funerali. Ce n'era sempre uno cui andare. Te la ricordi Scomigo, vero? E' un piccolo paese dove si conoscono tutti e i funerali sono anche un momento sociale, di aggregazione. A me non piaceva andarci, mi stufavo terribilmente. Ho anche pensato, una volta cresciuta, che non era forse un gran passatempo da offrire alle proprie nipoti..ma tant'è, mia nonna era una persona semplice, di chiesa, quella era la sua vita. Adesso tuttavia penso che in quella pratica ci fosse una certa saggezza, forse l'assistere ai quei riti di "passaggio" aveva la funzione di abituare le persone all'idea della morte, di familiarizzare con essa, di non sentirla qualcosa di estraneo, di ostile, di malvagio. Oggi la nostra società ha paura della morte, la esorcizza, la cancella, la rifiuta, non ne vuole sapere. Una volta, invece, il tempo era scandito dalle nascite, dai matrimoni, dalle morti delle persone. E la morte veniva accettata come qualcosa che fa parte della nostra natura umana e ciò che fa parte della nostra natura non dovrebbe farci paura. Oggi si ha paura il dolore, anche perchè le cure esistenti non fanno che prolungare, in certi casi, l'agonia, e capisco chi si chiede: ma perchè soffrire tanto? a che pro? non sarebbe meglio farla finita subito?
A parte il mio esame quest'anno è stato un anno triste, spero che il 2009 sia un anno migliore.
Anch'io, Roomie cara, mi penso spesso, come te, immortale...Eventi come la perdita di una persona cara ci fanno riflettere però sulla caducità della nostra vita e, al tempo stesso, sul fatto di quanto essa sia preziosa, sul fatto che di essa non vada sprecato neanche un attimo..
Ecco l'augurio che ti faccio: che sia per te ricco ogni momento, luminoso ogni mattino, sereno ogni addormentarsi la sera. Che non ti manchi mai l'amore di Marco, che non venga a mancare l'amore che tu hai per lui. Che tu possa sempre conservare la passione per ogni cosa che fai, che pensi sempre di farla al meglio...sarà il regalo più grande per chi ti sta intorno!
Un abbraccio forte.