Ogni tanto mi sento saggia.
Penso alla mia vita, a tutte le vite, come a un film, una pellicola che scorre e contiene tutto quello che si può provare. Un film sempre diverso e sempre uguale. Un film da osservare ben comodi, in poltrona, con lo sguardo sornione di un gatto che sembra guardare sempre appena più in là.
Se nelle mattina come questa fossi capace di staccarmi dalla mia rabbia e dal senso di impotenza per trovarmi su quella poltrona, forse andrebbe tutto meglio.
venerdì 3 aprile 2009
mercoledì 1 aprile 2009
Berlusconi riesce sempre a cavarsela
Berlusconi riesce sempre a cavarsela pubblicato in Olanda il 28.03.2009 su Volkskrant
Sorprendente come i cittadini e i media accettino in massa le sue bugie
Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.
Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali.
Neo (Reeves) e Truman Burbank (Carrey) in The Matrix e The Truman Show si rendono conto che il loro intero ambiente vive secondo la sceneggiatura di un regista onnipotente. Però non vedono la loro sorpresa e preoccupazione al riguardo riflessa in alcun modo nella reazione delle persone che li circondano; tutti si comportano esattamente come se non succedesse niente di strano, o semplicemente non se ne rendono conto. Chi cerca di seguire e di capire la politica e la società in Italia inevitabilmente avrà la stessa esperienza.
Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.
Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali.
Neo (Reeves) e Truman Burbank (Carrey) in The Matrix e The Truman Show si rendono conto che il loro intero ambiente vive secondo la sceneggiatura di un regista onnipotente. Però non vedono la loro sorpresa e preoccupazione al riguardo riflessa in alcun modo nella reazione delle persone che li circondano; tutti si comportano esattamente come se non succedesse niente di strano, o semplicemente non se ne rendono conto. Chi cerca di seguire e di capire la politica e la società in Italia inevitabilmente avrà la stessa esperienza.
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p.s. Non ti viene voglia di emigrare?!
martedì 31 marzo 2009
La felicità
Fioriscono convegni sul tema della felicità. La gente evidentemente ha bisogno di sentirselo dire dagli esperti che cos'è la felicità. Ha bisogno di farsi spiegare come raggiungerla, quasi fosse un obiettivo da mettere nel bilancio della propria vita. Certo, è auspicabile da chiunque, è anzi legittimo ricercarla...ma, mi chiedo, davvero è possibile raggiungerla con ricette preconfezionate? E' davvero sufficiente applicare un metodo per raggiungere quella tanto agognata condizione?
Non lo so, io credo che la felicità esista e sia tuttavia inafferrabile. Ti sorprendi ad essere felice quando meno te lo aspetti, qaundo meno sei concentrata in quella ricerca... A me capita, ad esempio, di guardare le mie bambine correre nel nostro giardino, spensierate e piene di gioia... La loro vista mi rende felice, immensamente felice. Mi soffermo a pensarci e realizzo di essere felice. Magari è solo per qualche istante, ma è sublime. Con ciò non voglio dire che per il resto del tempo io non sia felice, no, tutt'altro, è solo che il momento in cui ti rendi conto di esserlo è un istante, un lampo.
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Carlamaria prima di salire in macchina, nelle ultime giornate di sole che hanno preceduto la pioggia noiosa e bigia di questi giorni, voleva a tutti i costi salutare i fiori del suo giardino. Li guarda con così tanta grazia ed affetto che ci si affeziona. Nel partire si preoccupa che i fiori rimangano da soli. "'Toli no?" (trad. "Soli no?", ovvero, "Non rimangono da soli vero mamma?"). Io la tranquillizzo dicendole che sono talmente tanti i non tiscordar di me, le pratoline, le violette, che insieme certamente si fanno tanta bella compagnia. Alla fine sembra convinta, ma le mie spiegazioni non le impediscono di attuare il suo proposito: mandare un bacino leggero a tutti i suoi fiorellini.
:-)
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