giovedì 3 settembre 2009

Perché scegliamo chi ci farà del male?

Si sposa una mia amica d'infanzia che non vedo da tanti anni.
E mia madre mi aggiorna su tutto.
Lei da anni è la "stella" della danza del ventre in Sardegna, si è fatta ricca e ha viaggiato grazie a questa professione che ha trovato per caso e che le ha cambiato la vita.
Ha una scuola e fa spettacoli.
Ora si sposa, ma il marito le ha imposto una condizione: rinunciare agli spettacoli, e alla scuola.

Lo so che non si possono giudicare le scelte degli altri sulla base degli aneddoti che le mamme si passano di bocca in bocca, ma vera o finta che questa storia sia mi porta a chiedermi:
perché chi dice di amarci spesso finisce per snaturarci?
perché rinunciare a tutto quanto ha dato sale alla propria esistenza?
e forse anche, dall'altro lato: perché scegliere una persona le cui scelte fondamentali non siamo in grado di rispettare?!

2 commenti:

Marta ha detto...

non ho una risposta. dal di fuori sembra una storia assurda, ma sicuramente ha lae sue "spiegazioni". Hai letto per caso "Malamore. Esercizi di resistenza al dolore" di Concita De Gregorio? Io non l'ho letto, credo si parli di violenza sulle donne, fisica e piscologica, adoperata dai loro compagni e dalle stesse accettata come una sporta di "destino". Del resto è noto in psicologia il rapporto che si insatura tra vittima e carnefice...
Qualche tempo fa è venuta in studio una signora di circa sessant'anni risoluta finalmente a separarsi dal marito aguzzino con cui stava da ben 40 anni. Anche se penso sia stata una scelta coraggiosa la sua, tenuto anche conto della scarsità dei mezzi economici di cui dispone, tuttavia questa libertà riconquistata in tarda età lascia l'amaro in bocca. Il pensiero di ciò che avrebbe potuto avere, di ciò che avrebbe potuto fare se in gioventù non si fosse innamorata di un farabutto... Ma si sa, la vita non è fatta di "se"...

Francesca ha detto...

Il libro non l'ho letto ma mi incuriosisce...