lunedì 16 febbraio 2009

Partendo dalla fine

Cara roomie,
partendo dal fondo del tuo messaggio devo dirti che non ho esperienza di circoli letterari, ma penso dovrebbe riuscirti abbastanza bene - pare che queste iniziative abbiano maggior successo nei piccoli centri. Come sai sono tutta dentro la progettazione culturale, quindi se hai bisogno di qualche consiglio su come organizzare e pensare la cosa... sono qui!
:-)

Riguardo al desiderio di aprirsi e di conoscere... mi sono sentita spesso sola negli ultimi anni. Perché ho accanto Marco e questo certo non è poco, ma talvolta vorrei avere intorno e vicini più amici. Mi percepisco fortunatissima e sono convinta di aver incontrato sulla mia strada tante persone straordinarie...l'unico non marginale problema è che queste persone si trovano in ogni dove, e fondamentalmente mi sono lontane. In realtà negli ultimi anni ho avuto tante occasioni di socializzazione concentrata, nel tempo e nello spazio di qualcosa di particolare che andavo vivendo - come con il corso all'Università di Trieste di qualche anno fa, alcune produzioni di spettacoli per bambini a Teatro, queste o quelle selezioni UWC, il corso CRPC che sto facendo ora e che tanto mi sta dando, sia per i colleghi corsisti che per i docenti. Mi verrebbe da dirti che forse oggi la condivisione di esperienze belle e profonde è una precondizione fondamentale per la scoperta di persone nuove... Mi viene in mente che quando mia sorella aspettava il suo primo figlio, Niccolò, frequentò un corso organizzato dal consultorio e lì trovò le amiche di pancia: conosciute in un momento fortemente emotivo e condiviso, a 12 anni di distanza alcune di queste donne la accompagnano ancora passo passo. Quindi chissà che il tuo circolo letterario non sia un'occasione di questo tipo, uhm.
Se fossi in te per prima cosa cercherei complicità e sostegno nella biblioteca locale, che può essere il luogo ideale in cui organizzare gli incontri. Sicuramente hai visto il film C'è posta per te con Meg Ryan e Tom Hanks, un must di ogni romanticona sulla faccia del pianeta... Ricordi le letture di favole che lei organizza per i bimbi nella sua piccola libreria? Da mamma potresti far nascere il circolo e iniziare a coinvolgere e contattare persone interessate proprio facendo incontri pomeridiani di lettura per bambini.

Poi mi ricordo una cosa che si faceva in un locale frequentato da universitari in quegli anni lontani in cui eravamo studentesse...
Appuntamento settimanale ad una certa ora, e ogni volta uno studente in prossimità di esame parlava della materia a tutti gli altri, fornendogli un'occasione di provarsi grazie al confronto con gli altri e anche creando un'occasione di multidisciplinarietà molto interessante. Pensa come una lezione di uno studente di architettura può incuriosire e interessare uno studente di medicina, e viceversa. C'è un patrimonio di conoscenze "di categoria", di disciplina, che può incuriosire molto. Chissà se qualcosa di simile si può fare fra adulti in un'occasione di confronto che ricrei quell'atmosfera di fiducia e di reciproco interesse. Ad esempio fissando uno stesso tema per un periodo di uno/due mesi, tema il più vasto possibile, si può chiedere a persone di diversa provenienza, studi, interessi, di raccontare il tema tramite le sue letture. Un po' come il Festival della Filosofia di Modena, che su un tema universale costruisce ogni anno un programma culturale articolatissimo, e un anno il tema era felicità, un altro anno fantasia, nel 2009 sarà comunità. Temi tanto vasti che ognuno può trovare i suoi punti d'aggancio.

Che pensi di tutto questo?
:-)

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