mercoledì 2 aprile 2008

In ricordo di nonno Iliano

Nonno Iliano è mancato il 29 marzo. Abbiamo scritto alcune righe per ricordarlo. Soprattutto per far uscire il dolore, dargli forma, dargli parola. Ci ha aiutato molto.

"Quanta silenziosa saggezza abitava la tua vita!
Di una casa, eri solito dire, la cosa più importante di tutte sono le fondamenta. Naturalmente sapevi cogliere anche l’estetica di una costruzione, ma il tuo sguardo riusciva ad andare oltre l’apparenza, sapevi che fondamenta e muri solidi sono la cosa essenziale, che ad esse l’intero edifico deve la sua esistenza e la sua durata, che la qualità sta tutta lì. Poi viene tutto il resto. E ogni volta che sentivo queste tue parole mi veniva in mente una pagina di Goethe.
Il lavoro del muratore è destinato a rimanere nascosto. Le fondamenta eseguite secondo le regole vengono sotterrate; anche dei muri, una volta eseguiti, non si ricorda più nessuno. Altri, chi in seguito decora l’esterno della casa, chi la colora, chi la arreda, si appropriano dell’opera. Il muratore deve trarre la sua soddisfazione dalla coscienza di aver fatto bene il proprio lavoro. Anche tu sapevi di aver posto delle buone fondamenta, e non solo della casa che ci hai costruito.
Nonno Iliano, eri un instancabile lavoratore, quando ti fermavi, era per stare con i tuoi cari e quando lavoravi i tuoi pensieri erano sempre rivolti a loro.
Sapevi donare il tuo tempo come pochi riescono a fare. Quando le tue nipotine erano affidate alle tue cure, eri tutto per loro, nessun’altra occupazione ti distoglieva dal giocare con loro. Sapevi cogliere i loro caratteri, i loro stati d’animo, riuscivi a placare le loro bizze infantili con quella calma e con quella dolcezza che non ti abbandonava mai. Le tue mani così forti erano capaci di gesti di grande tenerezza.
Quando sono nate, andavi dicendo, raggiante, “Mi sembra di camminare tre metri sopra la terra”. Le amavi infinitamente. Ciò che hai donato, non andrà perduto.
Hai affrontato con coraggio e dignità la malattia. Mai una parola sul tuo soffrire, quel po’ di forza che ti era rimasta la conservavi per le piccole, per tenerle in braccio, per dar loro la merenda, anche se ti costava fatica. Ma non ce lo facevi pesare.
Una speranza incrollabile ti ha accompagnato fino alla fine, testimoniandoci una fede e un amore per la vita che abbiamo il dovere morale non solo di ammirare ma anche di far nostri.
Nonno Iliano, hai condotto una vita di sacrifici, ma sapevi alzare lo sguardo e godere delle cose belle e rimanere incantato con lo stupore di un bambino.
Ogni primavera, quando il nostro roseto è in fiore – un susseguirsi di rose dal colore nessuna uguale all’altra, un gioco cromatico di cui tu sei stato l’artefice – ecco, capitava spesso che ci bussavi alla porta, solo per dirci: “Avete visto le rose? Che spettacolo!”. Semplicemente, straordinariamente questo.
Nonno Iliano, c’è un tempo per amare, un tempo per soffrire, un tempo per ricordare. Verrà il tempo in cui i ricordi che ora ci rattristano si faranno leggeri come fili colorati con cui intrecciare la tela della nostra vita e di quelle che verranno dopo di noi.
La tenerezza dei gesti, il tempo donato, l’amore incondizionatamente vissuto. Alla fine è questo quello che resta."