Arrivo a Teatro prestissimo e non c'è proprio nessuno...
Attraverso corridoi silenziosi e un po' bui, poi entro in ufficio, accendo il computer e mi preparo.
Questi primi momenti, ogni mattina, sono preziosi.
Cerco di fare ordine e mi fisso gli obiettivi della giornata: i contatti da prendere oggi, i problemi da risolvere, le informazioni da diffondere e quelle da trovare.
Nel mio blocco scrivo una lista che si fa sempre più lunga e chissà se riuscirò ad alzarmi, stasera, avendo finito tutto.
A un certo punto mi stacco da me stessa e guardo la mia lista come dall'esterno, come con gli occhi di un altro, e mi stupisce, mi emoziona notare quanta creatività, quanta determinazione e quanta iniziativa ci vogliono nel mio lavoro.
Stiamo preparando una riduzione per ragazzi del Flauto magico di Mozart che coinvolgerà venti musicisti della nostra orchestra, un soprano, un attore.
Mi sento impreparata a dare un contributo creativo al progetto eppure lo devo fare, quindi studio, ascolto le musiche, immagino... In tempi di ristrettezze economiche in un Teatro ci si può trovare a dover essere un po' registi, e non mi tiro indietro.
Ieri invece ho fatto un lavoro di mediazione per il nostro spettacolo per le scuole più importante, quello che faremo a maggio. Da un lato il regista, quello vero, con le sue idee creative, originali, con la sua forza vulcanica... dall'altro le insegnanti, che dicono di non avere tempo e che sembrano temere la loro stessa ombra.
In mezzo io e Giovanna, il mio capoufficio, a cercare soluzioni divertenti e fattibili al tempo stesso, a riscrivere il testo del regista, a pensare soluzioni.
Quando le tue bimbe saranno più grandi, e se lavorerò ancora a Teatro, mi piacerebbe avervi ospiti per uno di questi spettacoli.
Chissà cosa volevo dirti, con tutte queste righe.
Forse solo che a volte mi accorgo di quanto sia bello il mio lavoro.
Un abbraccio
:-)