Non ho visto Annozero ma è lo stesso...capisco, purtroppo. Ci sarebbero fiumi di parole da dire sugli adolescenti di oggi, sulla completa assenza di valori che la nostra società sta riuscendo a trasmettergli, sulla pochezza delle loro ambizioni, dei loro pensieri, e sulla vena sotterranea di violenza che tutto questo vuoto, questo nulla, creano e alimentano. Sai che a Teatro coordino il progetto di educazione musicale per le scuole e parlo con tanti insegnanti, alcuni dei quali negli anni sono diventati amici - quelli appassionati che ancora credono nel loro mestiere - che mi raccontano della disillusione dei loro colleghi, di dirigenti scolastici che hanno gettato la spugna e pensano alle istituzioni che dirigono più come a luoghi di ricreazione che di apprendimento, dell'ignoranza dei ragazzi che in classe non riescono ad arginare e della gretta stupida violenza che ne deriva. Anni fa sul mio blog ho scritto uno sfogo, dopo una mattinata a contatto con ragazzi di un quartiere tremendo di Palermo... se ti va di leggerlo è qui
Marcelletti... qui è un santo, un'icona, un intoccabile. Molti dicono che l'abbiano incastrato, che la vera mafia è quella che riesce a distruggere le persone per bene (come a suo tempo fecero con Falcone, allontanato da Palermo e ben poco amato negli ultimi tempi della sua vita, sospettato di varie nefandezze), eppure Marcelletti ha ammesso buona parte delle accuse. Penso semplicemente che navighiamo oggi in un tale mare di corruzione che a certi livelli tutto è normale e nessuno dice nulla.... perché nessuno, nessuno dei genitori dei bimbi operati ha mai denunciato la richiesta ulteriore di denaro, hanno pagato e amen. Tutti, chissà da quanti anni.
Riguardo alla tredicenne oggetto delle attenzioni del cardiochirurgo, penso alle figlie di mia sorella, alle tue bimbe, a quelle dei miei amici e mi chiedo: a tredici anni si fotograferanno i seni o altro per farli vedere a un cinquantenne (amante della madre, fra l'altro)? Non credo, e allora vedi che lì c'è una situazione di degrado morale terribile...
Quando guardo gli uomini che mi circondano a volte mi chiedo quanti di loro frequentano prostitute bambine, quanti picchiano mogli e figlie, quanti... Tutta questa violenza sotterranea, ed è pure impossibile dire se sta aumentando, diminuendo, se è la stessa di cinquantanni fa, perché storicamente le donne hanno subìto tutto questo nel silenzio e non esiste statistica "vera" con cui raffrontare il passato e il presente.
E noi donne che crediamo la bellezza sia un'arma da usare per ottenere questo o quello, e non capiamo che invece è un coltello puntato alle nostre gole. Perché questo brutto sentimento di potere che l'uso della bellezza genera in molte donne è innegabile: non giustifica nulla, sia chiaro, eppure esiste e non posso dire mi piaccia... non mi piace per come discrimina chi bella non è, e non mi piace perché mette in moto i sentimenti peggiori dell'uomo. Qui c'è un intervento di Ghismunda, professoressa di lettere di cui leggo spesso i pensieri.
Però non posso chiudere così questo post. Perché tutte le amarezze e la rabbia non possono (non devono!) cancellare quello che di bello-interessante-divertente c'è al mondo e nelle nostre vite... sennò precipitiamo in un pessimismo che non ci permette nemmeno un respiro, un pensiero solare, e così non deve essere.
Voglio chiudere con un pensiero leggero e soffice come una nuvola che ho avuto in questi giorni.
Come sai anche noi abbiamo un giardino, cui pian piano negli anni ho iniziato a dedicare qualche attenzione. È sempre pieno di erbacce e non riesco a governarlo come vorrei, eppure a poco a poco inizia ad avere dei piccoli angoli carini, in cui in questo periodo sbocciano tanti fiori di ogni colore... Ogni giorno guardo le mie piantine con affetto e scopro la loro vita segreta, silenziosa... sono felice di vederle crescere e poi le indico a Marco: guarda quella! e quell'altra! (sono troppo pigra per imparare anche i nomi delle varie specie) Qualche giorno fa mentre contemplavo il coraggioso fiorellino di una minuscola pianta grassa sono stata fulminata da un ricordo: io avevo 22 anni, mia sorella 30. Lei era già mamma e già viveva in campagna, io studentessa nel centro storico di Palermo. Lei mi portò a vedere il suo giardino parlandomi di ogni piantina, ogni fiore, con amore e trasporto: guarda questa! e quest'altra! E io la seguivo educatamente, sorridevo e dentro di me pensavo: ma come cazzo si fa ad appassionarsi tanto a dei gerani? Cosa me ne frega?! Sono solo piante!!
Sono passati dieci anni e le piante non sono più solo piante - sono sorelle e compagne, sono parte del mondo insieme a me e hanno dignità e forza. Le rispetto e riconosco che con me condividono il miracolo quotidiano della vita, del fiume del divenire in cui siamo tutti trasportati... Rispetto ai miei vent'anni penso di sentire ogni singola emozione con un'intensità che allora non potevo sospettare.
Che dire? È bello, no? Corsi e ricorsi...
:-)
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