martedì 22 aprile 2008

Un primo pomeriggio a Palermo

Primo pomeriggio, in un quartiere popolare di Palermo.
Marco è dal medico per una ricetta e io lo aspetto in macchina, sonnacchiosa.

Arrivano madre e figlia, 40 e 20 anni, truccatissime, volgari, davvero sgradevoli a vedersi...
Salgono in macchina, mentre la figlia urla frasi incomprensibili in palermitano stretto la madre contemporaneamente fuma, parla al cellulare e si dedica ad una fantasiosa marcia indietro. Le guardo e le odio.
Dopo un attimo, un tonfo sonoro BUM!
Mi giro e vedo che in mezzo all'incrocio la madre multitasking ha preso in pieno due ragazzi su un motorino...
Loro hanno il casco, vestono abiti impolverati, da lavoro, ed educatamente uno dei due dice alla signora: "non ci ha visto?", mentre l'altro si tiene un ginocchio che, è palese, gli fa molto male. La signora inveisce, si difende (ma con che coraggio?!) e attacca al tempo stesso.
Io sono già pronta ad attaccare a mia volta, mi segno il numero di targa e sto per scendere e offrire ai ragazzi i miei dati come testimone.
Come spesso succede a Palermo, dopo trenta secondi e senza motivo apparente la situazione incandescente si è ricomposta: i ragazzi dicono "Tutto a posto", la signora sorride e si scusa e riparte sgommando. Continuo a guardare inebetita con la sensazione di non aver capito nulla, dopo un attimo il primo ragazzo dice al secondo "meno male, 'un si fici ninti 'u muturi" (il motorino non si è fatto niente, è intatto) e il secondo, sorridendo, smette di zoppicare e mostra di aver finto sino a quel momento. Felici e contenti anche loro ripartono.
Mie considerazioni:
- Pirandello non ha fatto altro che raccontare ciò che ogni giorno gli stava sotto gli occhi
- È chiaro che sono una disadattata.

Un abbraccio, roomie
:-))))

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