Ti ringrazio del suggeriemnto letterario; cercherò Due partite dunque, e lo leggerò. Quanto al mio monologo, beh, se vuoi te lo mando, magari lo potrei mettere su questo blog (se solo sapessi come...;)
Ti penso spesso, sai, roomie, penso a quanto mi hai scritto sulle tessere mancanti. Credo che tu sia di fronte ad un dilemma difficilmente risolvibile, se le cose stanno davvero come me le hai descritte. Ma...le cose stanno davvero così? E' così ferma la decisione di Marco di non avere figli? Francamente mi è molto dificile immaginare i motivi che possano spingere una persona (un uomo, nello specifico) a prendere una decisione così drastica, così assoluta. Gli uomini che conosco in genere sono allettati dall'idea di avere dei figli. Che poi il loro contributo pratico al menage familiare si riduca notevolmente una volta nato il pargolo e una volta realizzata la fatica che crescere un figlio comporta, è un altro discorso. All'inizio il desiderio di diventare padri c'è. In alcuni è anche molto forte. Davvero non capisco, non riesco ad immaginare perchè una persona debba dire No ad un qualcosa che fa parte della nostra natura di esseri umani, perchè indissolubilmente legato alla vita. Forse azzardo, ma di fronte ad un rifiuto del genere mi vien da dire che non c'è amore per la vita. Ma non voglio giudicare, perchè non conosco Marco. Probabilmente questa sua chiusura ha a che fare con il suo vissuto.
Mi chiedo anche se Marco sia consapevole del sacrificio che ti chiede. E' chiaro da quanto mi scrivi che tu al contrario questo desiderio ce l'abbia. Non ti sfiora soltanto... ci pensi, ci soffri, cerchi in cuor tuo dei "surrogati". Attenta! Se a trentun'anni ti senti già "mancante", riesci ad immaginare cosa sarà fra dieci anni, quando non sarai più in condizione di scegliere?
Roomie, io ti vedo come mamma. Saresti una mamma anticonformista, intelligente, stimolante, arricchente, comprensiva e dolcissima.
Non è la stessa cosa lavorare nel sociale. Prendersi cura di un essere umano totalmente è completamente diverso da una generica "cura" verso i deboli. Prendersi cura di tutti è prendersi cura di nessuno. Per quanto nobile possa essere il tuo lavoro non implica una vera responsabilità.
Può essere splendido e può dare molte soddisfazioni, ma non è la stessa cosa.
Roomie, io ti vedo come mamma. E non lascerò cadere qui il discorso.
Un forte abbraccio