Giornali, televisioni, pubbliche amministrazioni, perfino alcune pubblicità, ci bombardano di insegnamenti, consigli, raccomandazioni, linee guida su cosa mangiare per vivere in buona salute, su quanto movimento fare settimanalmente per mantenersi in forma, sul fatto che bisogna differenziare i rifiuti, ridurre l'uso dell'auto. E ancora: come risparmiare energia, come consumare meglio, come inquinare meno riducendo la nostra "impronta ecologica" sul pianeta.
Pensavo a questa cosa. Se si presta attenzione e si cerca il comune denominatore di tutti questi, chiamiamoli, "imperativi" salutistici, ambientalistici, economici, non si può non accorgersi come essi vadano in realtà a riscoprire tante vecchie buone pratiche che avevamo messo in soffitta con l'arrivo di tanto benessere, delle comodità della vita moderna e del suo correlato consumismo. Inoltre, raggiungono spesso un triplice scopo positivo: ridotto impatto ambientale, miglioramento del nostro benessere psicofisico, risparmio economico. Visti i tempi che corrono non si dovrebbe fare troppa fatica ad abbracciare con entusiasmo questi obbiettivi!
Faccio solo alcuni esempi. Ho sentito che in Olanda i supermercati hanno abolito le buste di plastica, per fare la spesa bisogna necessariamente munirsi delle borse riutilizzabili (quelle a quadretti e con i manici rinforzati, per capirci). Nulla di nuovo: non è quello che facevano le nostre nonne?
Spegnere le luci, utilizzare lampadine a risparmio energetico, fa sicuramente bene all'ambiente, ma anche al nostro portafoglio.
Mangiare meno carne e meno in genere fa bene alla nostra salute, fa bene all'ecosistema di tanti paesi (basti pensare agli ettari di forseste bruciati per far posto a coltivazioni di foraggio per gli allevamenti intensivi dei bovini), fa bene, guarda caso, anche alla nostra economia domestica. Una volta la carne non la si mangiava quasi mai, solo in occasioni speciali...
Ridurre il consumo di detersivi e sostituirli con prodotti totalmente naturali e biodegradabili come il bicarbonato di sodio o l'aceto, abbassa i rischi da contaminazione con sostanze nocive, riduce l'inquinamento dei terreni e delle falde acquifere dove tuttora si riversano tanti veleni provenienti - anche - dalle nostre case; contemporaneamente non saremo più indotti all'acquisto di prodotti inutili e costosi. Io ci sto provando, devo dire che sono tutte cose fattibilissime. Il problema sta nella pubblicità che ci induce bisogni che non abbiamo e che oltretutto si rilevano nel medio lungo periodo dannosi.
L'industrializzazione il progresso scientifico tante nuove tecnologie hanno sicuramente migliorato il nostro modo di vita ma ci hanno anche abituati tutti ad uno standard di vita insostenibile e non sempre necessario. C'è tutta una parte di superfluo che andrebbe tolta; si dovrebbero riscoprire tante vecchie abitudini che abbiamo fatto passare di moda insensatamente (o solo perchè frastornati e abbindolati dalle sirene della pubblicità).
Io penso che un po'
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