Pensavo al prezzo dell'emancipazione delle donne occidentali. Possono lavorare e realizzarsi professionalmente se altre donne, di etnia diversa dalla loro, di provenienza geografica diversa dalla loro, di estrazione sociale diversa dalla loro, fanno PER LORO quello che per la loro acculturata sensibilità è diventato un peso, una fatica, un'insopportabile routine.
Molte donne occidentali hanno deciso che certe cose non le vogliono più fare: occuparsi della loro casa e dei loro figli a tempo pieno, ad esempio. Non sanno neanche più come si fanno, quelle cose, c'è una confusione, uno smarrimento, un'insicurezza totale. Non c'è più sapere condiviso e trasmesso, dalle nonne alla madri alla figlie.
Eppure ciò che è sempre stato di quasi esclusivo appannaggio delle donne (il lavoro di cura per gli altri, il tessere relazioni al di là di ogni interesse economico o politico, l'occuparsi della gestione economica della casa N.B. l'etimologia della parola "eco-nomia" non deriva forse da "oikos" casa in greco?)) è un patrimonio importante, per tutti, uomini e donne. Se le donne l'hanno custodito custodito nei secoli, per volontà loro o per costrizione sociale, è ora di rendere partecicpi di questo micro-mondo anche gli uomini. Chi l'ha detto che un uomo non sia portato per la "cura"? E' ingiusto pensare a priori che non lo sia. Ci sono moltissimi uomini sensibili che non si identificano nel modello del macho sciupafemmine ecc ecc, ma che rivendicano con orgoglio il loro ruolo di padri E di padri presenti, affettuosi, "materni", verrebbe da dire.
Il fatto è che ognuno deve sentirsi libero di essere ciò che è, di seguire le inclinazioni che sente proprie. Se un bambino ha voglia di giocare con le bambole deve essere lasciato fare, senza chè tal gesto venga subito tacciato per sintomo di omosessualità. E poi, se anche lo fosse, che male c'è? Ognuno deve essere libero di esprimere quel che ha dentro, maschio, femmina, omo che sia.
E' ora che la morale la finisca di occuparsi solo di sesso, del corpo delle donne, ecc. Le battaglie si devono fare anche su altri fronti: come usare il denaro, ad esempio, come gestire il potere politico, cosa fare dei beni comuni, dell'acqua, della terra, dell'aria, come organizzare la giustizia, che idea si ha della giustizia, che idea si ha dell'infomazione. Non sono questioni morali queste? La deriva della nostra società secondo me deriva anche da questo. Le categorie del male e del bene applicate in maniera ossessiva al sesso (retaggio della chiesa cattolica, forse?) e rimaste in disuso o per lo meno assai meno enfatizzate per analizzare la società nel suo complesso.
E' un discorso complicato, io stessa sento di non venirne fuori facilmente. Ma si sa, l'importante è continuare, serenamente, a rifletterci.
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