domenica 27 aprile 2008

Seconda parte (con auguri)

I miei auguri ti sono giunti dall'oasi di Cervara, un luogo verde e incontaminato all'interno del Parco Naturale del fiume Sile, nei pressi della città di Treviso. Ci siamo arrivati col camper, dopo una prima sosta a Villa Maser, una stupenda villa palladiana immersa nel verde dei colli asolani. Abbiamo cominciato a muoverci con questo mezzo itinerante, un esperimento di primavera nelle vicinanza di casa, per vedere se possiamo affrontare, nel periodo estivi, distanze un po' più lunghe.
La nostra regione comunque, come del resto tutta l'Italia, è ricca di piccoli gioielli: abbazie, ville, chiese, broli di antichi conventi. Il territorio ne è disseminato, e c'è solo l'imbarazzo della scelta, quando ci si muove. Certo non mancano i capannoni industriali, le brutture dell'urbanizzazione selvaggia tanto condannata da Zanzotto (poeta che risiede a pochi chilometri da qui, a Pieve di Soligo) e da Mario Rigoni Stern (lui sta un po' più a ovest,sull'altopiano di Asiago); certo c'è un paese dietro l'altro, quasi senza soluzione di continuità, e ormai l'occhio s'è abituato a vedere case e capannoni, e ancora case e ancora capannoni (salvo accorgersi di tale strazio quando si cambia regione, dove le distese verdi, boschi o colline, ci sono ancora, dove di case se ne vedono poche). Certo c'è tutto questo, pur tuttavia qui si vive bene.
Proprio oggi leggevo sul Corriere della Sera di una proposta di Cofferati e Cacciari di creare un partito democratico del Nord, che si faccia interprete dei bisogni delle regioni settentrionali del paese. Sono d'accordo, in linea di principio. Non è questione di essere meglio o peggio, è che gli stili di vita, l'economia, il tessuto urbano ed economico è profondamente diverso tra il Nord, il Centro e il Sud dell'Italia. E' molto difficile riuscire a rappresentare contemporaneamente zone geografiche e popolazioni così diverse. Forse il federalismo - che già è realtà, perchè le riforme amministrative, varate da alcuni anni, si stanno lentamente attuando - si compie anche attraverso la costituzione di partiti federali.
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Intanto mi interessa la dimensione locale della politica. Ad esempio, una battaglia che inizieremo presto è quella relativa al progetto di ampliamento delle scuole elementari di Santa Lucia di Piave. Il progetto di fattibilità che ha inmano il comune prevede la costruzione di alcune nuove aule sule versante dell'edificio che dà verso il principale cortile dove i bambini giocano e corrono prima delle lezioni e in ricreazione. Oltre a non rispettare gli standar urbanistici quanto ad ampiezza delle aule, la costruzione di quest'ala nuova comporterebbe una drastica riduzione della superficie del suddetto cortile. Esso si ridurrebbe ad una striscia di terra e i bambini si triverebbe davanti oltretutto un muro di cemento di 4 metri. Il progetto è orribile e sembra non tenere in nessun conto i bisogni più elementari dei piccoli ospiti.
Avvieremo una campagna di informazione rivolta a tutti i cittadini perchè facciano le dovute pressioni alla Giunta comunale.
Intanto questa questione mi ha suscitato molti ricordi, bellissimi, della mia infanzia. Sono riandata alle mie scuole, ho rivisto i cortili, sempre immensi e verdi, dove si correva e si giocava spensierati. Persino alle scuole elementari San Francesco, che avevano sede allora presso l'antico convento di Conegliano (oggi restaurato e sede di scuola di perfezionamento post universitario) ricordo che nelle quattro ali del chiostro si organizzavano, ad ogni intervallo, memorabili partite di pallone (sì, sì anche noi femmine giocavamo...ed eravamo le più scatenate!!).
Quando la politica diventa strumento per conquistare diritti concreti, come quello al gioco per i bambini, come quello ad un ambiente sano e dedicato alle esigenze primarie della persona, ecco, allora mi dico che ne vale la pena. Vale la pena impegnarsi e darsi da fare, se vogliamo che il mondo diventi davvero un posto migliore, da lasciare a coloro che verranno dopo di noi.
Secondo me, il metro di giudizio per ogni politico dovrebbe essere proprio questo: pensare al futuro, alle generazioni che verranno, avere la vista lunga, guardare oltre la manciata di anni del proprio mandato, pensare che il mandato te l'hanno dato i tuoi nipoti e pronipoti. E che un giorno ti chiederanno di render conto di quello che hai fatto.

Contenta di sentirti così serena. E musicista. E impegnata sempre a migliorarti.
Questo blog è un bel regalo che ci siamo fatte, non credi, Roomie?

Un abbraccio.

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