A Teatro ci sono momenti che ti ripagano di tutto.
Della fatica, della stanchezza, della rabbia e dello stress.
E non parlo solo del giorno che posso stare seduta ad ascoltare la prova di un concerto e la musica che ascolto mi commuove, o di quello in cui guardo i disegni bellissimi che i bimbi fanno dopo una mattinata fra le nostre mura; parlo anche di Margritta e Karl.
Mi capita di seguire personalmente gli acquisti di biglietti dei nostri clienti stranieri e a volte queste persone diventano amiche e arrivando a Palermo vogliono incontrarmi. I miei due vecchietti tedeschi li ho appena conosciuti dopo tante email, e mi hanno abbracciato, sorriso, portato un bel liquore (!!) e fatto tante feste e qualche foto.
E ancora una volta mi sono trovata a pensare all'importanza dell'immateriale e a cosa significhi lavorare nella cultura: dare sogni e aspettativa di gioia a persone di ogni genere. I nostri due assisteranno domani all'Aida e sono emozionati come ragazzini. La loro emozione mi ha travolto. Stupito, e travolto.
Domani vado a Lecce per il secondo modulo del CRPC.
Baci
:-)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento