mercoledì 29 ottobre 2008


In ritardo, ma pubblico, per nostra memoria dei fatti recenti...
Baci roomie

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Ho lavorato tutto il giorno, ieri, senza un attimo di pausa e anche prendendomi una delle più grosse arrabbiature da quando lavoro a Teatro - e ora non voglio raccontarla perché mi viene un groviglio di impotenza e rabbia e divento una furia a pensarci, non riesco a contenermi e staccarmi, quindi meglio non parlarne.
E insomma la giornata non era stata delle migliori, ma pazienza. Solo che non avevo avuto tempo, come non ce l'ho quasi mai, di leggere i giornali o guardare la tv e quindi non sapevo nulla di quanto stava succedendo nel frattempo in Sardegna.
Con lo studio furibondo in cui sarai buttata in questi giorni, roomie cara, non credo proprio tu abbia avuto il tempo di informarti, e probabilmente anche queste righe le leggerai chissà quando...
Quattro ore di pioggia e temporale e la provincia di Cagliari è diventata una montagna di fango in movimento che ha travolto tutto, ammazzato persone che conoscevo, distrutto case e strade. Le immagini sono come quelle di Sarno alcuni anni fa, come quelle dei terremoti e degli uragani... un totale disastro.
Allo spavento iniziale si sostituisce ben presto la rabbia davanti alla prova dell'ennesimo mal costume del nostro paese - perché non si può autorizzare alla costruzione chi possiede un terreno sul letto del fiume. Anche se il fiume è secco.
Perché il fiume torna, e quando torna, uccide.

Nella foto, il laghetto di Poggio dei pini, luogo di tanti ricordi di bambina e di adulta, che mio padre adorava - a seguito del nubifragio è stato prosciugato.


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