A volte penso alla vita come un'esperienza lenta, lunga, che non manca mai di mostrarci un risvolto mistico. Penso a come tutto e tutti passiamo, lentamente eppure velocissimamente, inesorabilmente, e a come questo precario equilibrio, questa sensazione che quanto ci circonda e noi stessi debbano essere lì per sempre mentre tragicamente tutto trama per ricordarci che è vero l'esatto contrario, questo equilibrio insomma ci dia squarci di consapevolezza e secondi eterni di percezione della bellezza - la bellezza di ciò che passa.
E penso alle sculture della Land Art che mi piacevano tanti anni fa, fatte di sabbia e di pietre, lasciate a sgretolarsi nel deserto, e guardo la nuvola del fumo della pipa del mio collega Filippo, che passa e mi sorride misterioso come un gatto a pochi giorni di distanza dal secondo anniversario della morte del figlio.
Godiamocela, questa vita che ogni tanto sembra lenta, che ci dà tempo per annoiarci e per provare tutta la gamma dei sentimenti umani, ma alla fin fine tanto lenta... non è.
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