Ogni volta che sto lontana da internet, giornali e tv per qualche giorno al mio ritorno mi attendono notizie catastrofiche e agghiaccianti su quanto avviene in Parlamento e più in generale nel paese: scandali, corruzione, malasanità...
In parte mi rendo conto che i nostri mezzi di comunicazione hanno acquisito un grande voyeurismo e gusto dell'orrido e quindi "gonfiano" notizie tremende ma marginali. Ma in parte mi chiedo se le cose che succedono nel nostro paese siano anche solo accettabili. Che dei medici per far guadagnare la loro clinica si mettano d'accordo per asportare un polmone a chi con quel polmone continuerebbe volentieri a vivere. Che la maggioranza di governo continui a proporre e far approvare leggi vergognose al solo profitto del suo capobranco (perché se un rappresentante del popolo italiano perde completamente la sua capacità di giudizio etico e si fa schiavo degli interessi illeciti di uno solo, chiunque sia, ho difficoltà a guardarlo col rispetto che il suo ruolo richiede...).
Non mi so dare risposta, e in mattine come questa mi sveglio con un gran senso di impotenza e di rabbia. Idee, idee, idee ci vogliono per cambiare le cose.
Idee idee idee. Spero di averne qualcuna, o anche solo di avere la lucidità di aderire alle buone idee di qualcunaltro.
Tutto il fine settimana ho ascoltato Giorgio Gaber e mi ha fatto bene come sempre.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Alla libertà ideale e ai progetti che ancora devono prendere forma, con voi carissime, brindo.
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