sabato 7 giugno 2008

Consapevolezza

Pensavo alla consapevolezza.
Mi ricordo che era una parola ricorrente nelle nostre discussioni di diciasettenni...Ora ne sorrido. Ora che mi sembra finalmente di aver capito che cosa significhi aver consapevolezza di se stessi. Per arrivare a questo traguardo serve un lungo e duro allenamento, serve cadere e serve sapersi rialzare, serve imparare ad avere pazienza e fiducia nelle proprie capacità, serve saper sorridere di se stessi e sapersi prendere in giro...
Ho capito che oggi ciò che manca alle madri nei primi tempi di vita del bambino è la mancanza di consapevolezza della propria forza. Non si ha fiducia in se stesse. Si cerca la risposte ai propri interrogativi (tanti, tantissimi) nei libri, nelle riviste specializzate, in ciò che dicono i medici, gli psicologi, i pedagogisti, convinte che la risposta sia sempre altrove, in un altro luogo fuori da se stesse. E invece sbagliamo.
Non dico che si sia perso l'istinto, perchè francamente non credo che esista il famoso istinto materno, ma che si sia perso il buon senso di ascoltarsi, di ragionare sui fatti in maniera serena ed obiettiva, di fare quello che ci sembra più giusto per noi e il nostro bambino in quel preciso momento, in quelle date condizioni, in quel particolare ed unico contesto che è la nostra famiglia (mai uguale a nessun altra).
Dobbiamo ricordarci che nostro figlio è un unicum, una creatura "speciale" che noi conosciamo e possiamo conoscere meglio di chiunque altro e che non sarà mai riducibile ad un "exemplum" di testi specialistici.

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